Bonus Animali Domestici: guida a detrazioni e contributi
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Direttore: Franco Ferraro

Curare gli animali costa meno: la guida completa a bonus e detrazioni fiscali

Una veterinaria che mostra una radiografia a un gatto posizionato sul tavolo operatorio.

Dalle detrazioni IRPEF sui farmaci ai contributi per le famiglie: ecco come lo Stato supporta i proprietari di animali domestici nel 2026.

Il primo strumento a disposizione di chi possiede un animale da compagnia è la detrazione fiscale per le spese veterinarie. Indipendentemente dai bonus stagionali, la legge permette di recuperare una percentuale delle spese sostenute per visite specialistiche, interventi chirurgici e acquisto di farmaci certificati. Per beneficiare di questo sgravio, è fondamentale che i pagamenti siano tracciabili (bancomat, carte di credito o bonifici) e che l’animale sia regolarmente microchippato o iscritto all’anagrafe di riferimento.

Questo beneficio rappresenta un aiuto concreto per garantire il diritto alle cure a ogni membro non umano della famiglia.

Bonus Sociali e ISEE: i nuovi contributi per il benessere animale

Oltre alle detrazioni standard, l’orientamento normativo più recente punta a sostenere le fasce di popolazione più fragili attraverso contributi mirati. Questi bonus sono spesso legati a una soglia ISEE specifica e mirano a coprire spese critiche come la microchippatura, le sterilizzazioni e i vaccini obbligatori. L’obiettivo è duplice: da un lato contrastare l’abbandono per motivi economici, dall’altro promuovere la salute pubblica attraverso il controllo delle nascite e la prevenzione delle zoonosi.

Le modalità di accesso variano solitamente tra bandi nazionali e iniziative regionali, rendendo necessario un monitoraggio costante dei portali istituzionali.

Un gatto che mostra una piccola fasciatura sulla zampina anteriore.
Dettaglio di un gatto con la zampina anteriore fasciata. – newsmondo.it

Spese agevolabili: cosa rientra nel perimetro del risparmio?

Non tutti gli acquisti legati agli animali possono essere detratte o rimborsate. La normativa è molto chiara: sono ammesse le prestazioni professionali del medico veterinario e l’acquisto di medicinali prescritti. Restano generalmente esclusi i prodotti alimentari (anche se dietetici) e gli accessori per la gestione quotidiana, come guinzagli o cucce, a meno che non siano legati a specifiche necessità terapeutiche certificate.

È utile conservare con cura tutte le ricette mediche e gli scontrini parlanti (quelli che riportano il codice fiscale del proprietario) per facilitare la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Il ruolo dei Comuni e delle Regioni

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i contributi erogati dagli enti locali. Molti Comuni italiani, per incentivare le adozioni presso i canili e gattili municipali, offrono bonus sotto forma di contributi economici una tantum o esenzioni dalle tasse locali per un determinato periodo.

Queste iniziative non solo fanno risparmiare il cittadino, ma riducono i costi di gestione delle strutture pubbliche, creando un circolo virtuoso di solidarietà e responsabilità civile. Informarsi presso il proprio ufficio per i diritti degli animali è il primo passo per scoprire opportunità di risparmio spesso poco pubblicizzate.

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ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2026 9:38

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