Potrebbe esserci ancora speranza per il bambino trapiantato col cuore “bruciato”: c’è un nuovo cuore disponibile, ma non si sa se sia compatibile.
Non solo la telefonata di Giorgia Meloni per garantire giustizia dopo il caso del bambino trapiantato col cuore “bruciato“. Per il piccolo sembra possa esserci ancora una speranza. Infatti, ci sarebbe un nuovo cuore disponibile ma ancora non è chiaro se sia compatibile. In questa ottica ci sarà la valutazione degli esperti.

Bambino trapiantato col cuore “bruciato”: la speranza
Ci sono possibili novità in merito al caso del bambino trapiantato col cuore “bruciato”. Infatti, la mamma del bimbo di Napoli a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato, è stata convocata dai medici dell’ospedale Monaldi, dove il piccolo è ricoverato in gravi condizioni. Da quanto si apprende ci sarebbe un nuovo cuore disponibile, ma non si sa se sia compatibile. In questo senso, in queste ore ci sarà la valutazione della trapiantabilità.
I dettagli sul donatore e gli altri bambini in attesa
Secondo le informazioni riportate da diversi organi di stampa tra cui Repubblica, il donatore di questo nuovo cuore sarebbe un bambino di 3 anni deceduto per leucemia. Una cosa cruciale di tutta la vicenda è la questione di compatibilità. Prima di decidere sul cuore, infatti, bisognerà valutare tutto alla perfezione anche considerando come ci sarebbero anche altri tre pazienti italiani in attesa che potrebbero avere maggiore possibilità di successo nel trapianto.
Ad ogni modo, in caso di via libera per il nuovo cuore, chirurghi, medici e paramedici sono pronti a mettersi in viaggio verso la struttura ospedaliera in cui si trova il piccolo donatore, prelevare l’organo e rientrare a Napoli per tentare il secondo intervento salvavita al piccolo Domenico.
Intanto le indagini su quanto accaduto al “cuore bruciato” stanno andando avanti e si stanno concentrando soprattutto sulla tipologia di contenitore adoperato per trasportare il cuore danneggiato. Si tratta di un contenitore ritenuto ormai superato, soprattutto perché privo di un sistema di controllo e monitoraggio delle temperature.