Mercati in calo e sentiment ai minimi, ma per Ferdinando Ametrano il ribasso di Bitcoin rientra in una ciclicità già vista e rappresenta un’opportunità per gli investitori di lungo periodo.
Il mercato delle criptovalute attraversa una fase di forte debolezza, con Bitcoin in calo dopo i massimi raggiunti nei mesi precedenti. Un contesto che richiama alla memoria i precedenti “inverni cripto”, ma che secondo Ferdinando Ametrano, fondatore e amministratore di CheckSig, non ha nulla di eccezionale per chi conosce la storia dell’asset.
Il cripto-inverno come fase ciclica
Ametrano spiega che il calo di Bitcoin va letto all’interno di una dinamica ciclica tipica degli asset finanziari. Dopo il raggiungimento di nuovi record, molti investitori di lungo corso tendono a liquidare le posizioni, generando una pressione in vendita che si amplifica anche per fattori emotivi e speculativi.
Rispetto al passato, però, l’attuale fase ribassista appare meno drastica: i drawdown storici hanno spesso superato il 70 o l’80 per cento, mentre oggi la correzione si è fermata intorno al 45 per cento.
Perché per molti investitori è un’opportunità
Nonostante il clima negativo, alcune grandi realtà e molti investitori di lungo periodo interpretano questa fase come un’occasione di accumulo. Secondo Ametrano, chi investe con razionalità e su orizzonti temporali ampi tende a vedere queste discese come momenti favorevoli, non come segnali di fallimento dell’asset.
L’importante, sottolinea, è destinare a Bitcoin solo quella parte di patrimonio di cui si può sostenere la temporanea indisponibilità, inserendolo in una strategia di diversificazione.
Bitcoin e la scarsità digitale
Uno dei punti centrali dell’analisi riguarda la natura di Bitcoin. Ametrano ribadisce che la criptovaluta offre per la prima volta la scarsità in ambito digitale: un bene trasferibile ma non duplicabile.
Questa caratteristica lo avvicina all’oro, bene scarso per eccellenza, e ne spiega il potenziale valore nel tempo. In una civiltà sempre più digitale, l’idea di un “oro digitale” diventa, secondo Ametrano, particolarmente rilevante.
Neutralità politica e trasferimento del valore
Bitcoin, a differenza delle valute tradizionali, non è controllabile da governi o banche centrali. Nessuna autorità può modificarne arbitrariamente l’offerta, come invece avviene con le monete fiat.
Inoltre, la rete consente di trasferire valore in modo diretto e immediato, svolgendo per il denaro un ruolo analogo a quello che Internet ha avuto per l’informazione.
Blockchain sì, ma senza illusioni
Ametrano distingue nettamente Bitcoin dal resto dell’universo cripto. La blockchain, spiega, è una tecnologia inefficiente e costosa, utile solo per creare scarsità digitale. Al di fuori delle criptovalute, non avrebbe prodotto applicazioni realmente funzionanti e scalabili.
Da qui una posizione netta: Bitcoin rappresenta qualcosa di strutturale, mentre molte altre criptovalute restano iniziative prive di reale valore nel lungo periodo.
Il futuro: integrazione con la finanza tradizionale
Guardando avanti, Ametrano non vede il futuro di Bitcoin nella sopravvivenza dell’asset, ma nella sua integrazione con i sistemi finanziari tradizionali. Custodia istituzionale, contabilità, fiscalità e compliance saranno i temi centrali dei prossimi anni.
Un processo che, secondo lui, non snaturerà Bitcoin, ma metterà in evidenza quanto il sistema finanziario tradizionale fatichi a “digerirne” la natura.