Donazione o successione ereditaria: cosa conviene davvero per trasferire un immobile
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Direttore: Franco Ferraro

Donazione o successione ereditaria: cosa conviene davvero per trasferire un immobile

Facciata gialla: esterno di una casa color giallo con finestre.

Donazione e successione a confronto: differenze giuridiche, costi, imposte e diritti degli eredi, ecco cosa valutare per l’immobile.

All’interno di ogni famiglia, prima o poi, si arriva a parlare di un tema delicato e importante: il trasferimento di un immobile. La domanda è sempre la stessa: conviene donare in vita oppure attendere la successione ereditaria? La risposta non è univoca e coinvolge aspetti giuridici, fiscali e patrimoniali che possono incidere in modo significativo sul valore del bene e sulla serenità dei rapporti familiari.

Per orientarsi tra norme, imposte e diritti dei legittimari è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati e a portali specializzati, così da comprendere iter, costi e implicazioni delle diverse soluzioni.

Una casa con delle monete
Una casa con delle monete

Donazione e successione: differenze giuridiche e pratiche per l’immobile

Le strade per il passaggio di proprietà sono due: donazione o successione. La donazione è il trasferimento gratuito di un bene effettuato dal proprietario quando è ancora in vita. Può riguardare denaro, quote societarie o immobili e, nel caso di questi ultimi, richiede necessariamente un atto pubblico notarile alla presenza di testimoni. L’effetto è immediato: il beneficiario diventa proprietario dal momento della stipula.

La successione, invece, si apre dopo la morte del titolare del bene. Il patrimonio viene trasferito agli eredi secondo quanto previsto dalla legge o da un eventuale testamento. Il meccanismo si attiva automaticamente con il decesso e comporta la presentazione della dichiarazione di successione, il pagamento delle imposte e la voltura catastale degli immobili.

La differenza principale riguarda quindi il momento in cui si produce l’effetto traslativo: immediato nella donazione, differito nella successione. Cambiano anche gli adempimenti burocratici: la donazione richiede un atto notarile formale, mentre la successione comporta una serie di pratiche successive presso l’Agenzia delle Entrate.

Dal punto di vista strategico, la donazione consente di pianificare in anticipo la distribuzione del patrimonio. La successione, invece, lascia la gestione fino alla fine della vita del titolare, ma può comportare divisioni ereditarie più complesse, soprattutto in presenza di più eredi.

Imposte, costi e tutela dei legittimari

Il confronto tra donazione e successione è spesso guidato dal tema fiscale. In entrambi i casi sono previste imposte specifiche, con aliquote che variano in base al grado di parentela. Coniuge e figli beneficiano di franchigie elevate, mentre per parenti più lontani o soggetti estranei le aliquote aumentano sensibilmente.

Per gli immobili si aggiungono le imposte ipotecarie e catastali. Nel caso della donazione occorre considerare anche il costo dell’atto notarile, che rappresenta una voce di spesa rilevante. Anche la successione, tuttavia, comporta costi legati agli adempimenti fiscali e, in alcuni casi, alla divisione tra coeredi.

Un aspetto centrale è la tutela dei legittimari, ossia coniuge e figli, ai quali la legge riserva una quota minima di eredità. Se una donazione effettuata in vita lede tali diritti, può essere contestata attraverso un’azione di riduzione, con possibili conseguenze sulla stabilità del trasferimento immobiliare. Questo elemento rende la donazione uno strumento potente ma da valutare con attenzione.

Anche la successione può generare conflitti, soprattutto in assenza di un testamento chiaro o quando il patrimonio è composto principalmente da immobili difficili da dividere.

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ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2026 10:59

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