Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si è espresso sulla posizione del Governo in merito al caso di risarcimento verso la Sea Watch.
Nei giorni scorsi, il Tribunale di Palermo ha deciso che lo Stato deve risarcire la Ong Sea Watch per oltre 76mila euro. Una situazione che era stata commentata nell’immeditato da Giorgia Meloni e che adesso ha trovato un ulteriore parere da parte del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenuto a margine dell’inaugurazione dell’ufficio PolMetro della Questura di Roma alla Stazione Termini.

Piantedosi e il caso Sea Watch: la posizione
Intervenuto con la stampa presente, Matteo Piantedosi ha subito dato la sua visione in merito al caso Sea Watch e alla decisione del Tribunale di Palermo che ha stabilito come lo Stato debba risarcire la Ong: “Noi fino adesso, e continueremo a farlo, abbiamo praticato il confronto con questo tipo di sentenze impugnandole”, ha detto.
E ancora: “Quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio e quando è stato possibile l’abbiamo impugnato, quindi anche in questo caso faremo così“, ha spiegato il Ministro dell’Interno sulla vicenda.
Il blocco navale e i numeri del Governo
Piantedosi ha poi ribadito che “quello che voi chiamate blocco navale è un’ipotesi normativa che adesso farà il suo giro nelle aule parlamentari e quindi è una cosa completamente diversa”. Il Ministro ha aggiunto: “Io segnalo solo che con le politiche di questo governo c’è una progressiva riduzione degli arrivi irregolari”.
Tra le altre dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’Interno anche quelle sui dati legati all’operato del Governo sul tema migranti e non solo. “I numeri che riguardano anche quest’anno il calo degli sbarchi”, ha detto Piantedosi. “Il complesso delle iniziative che stiamo mettendo in campo, anche a prescindere dalle iniziative giudiziarie, sta dando ragione alle politiche del governo”, ha aggiunto ancora il Ministro parlando con la stampa presente.