Cranio di orso a Malpensa: dubbi su caccia e legalità
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Direttore: Franco Ferraro

Cranio di orso bruno scoperto in un pacco all’aeroporto di Malpensa: indagini in corso

Orsa con cucciolo

La sorprendente scoperta di un cranio di orso bruno a Malpensa solleva interrogativi sulla pratica dei trofei di caccia e le sue implicazioni legali e morali.

All’aeroporto di Malpensa, uno dei principali scali italiani, la routine quotidiana della gestione dei bagagli può occasionalmente riservare sorprese inaspettate. Recentemente, tra i pacchi in transito, è stato trovato un oggetto che ha catturato l’attenzione delle autorità: un cranio di orso bruno. L’insolita scoperta ha portato alla luce una pratica discutibile legata al mondo della caccia, con implicazioni che vanno ben oltre i confini dell’aeroporto.

Il ritrovamento e le indagini delle autorità

Il cranio di orso bruno è stato intercettato all’aeroporto di Malpensa mentre veniva trasportato come un normale bagaglio. Proveniente dalla Bosnia, il pacco conteneva la testa dell’animale, probabilmente un trofeo di caccia, nascosto tra gli imballaggi per eludere le normative doganali. Le autorità competenti, tra cui il nucleo operativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il gruppo CITES, hanno scoperto il cranio durante i controlli. Sebbene la documentazione CITES dichiarasse solo la pelle dell’animale, il cranio non era stato dichiarato, portando al suo sequestro immediato.

orso feroce
orso feroce

L’industria dei trofei di caccia e le sue conseguenze

La scoperta del cranio di orso bruno non è un episodio isolato, ma fa parte di un fenomeno più ampio che coinvolge cacciatori internazionali attratti dai Paesi balcanici ed europei orientali per l’attività venatoria. Questi territori diventano, infatti, mete di spedizioni di caccia che mirano a ottenere trofei come orsi, lupi e cervi. Prima di essere esportati, i resti degli animali vengono sottoposti a tassidermia, per preservarne l’aspetto naturale. Tali pratiche generano un impatto economico significativo per le aree coinvolte, ma sollevano anche questioni etiche e legali. Alcuni Paesi, come il Belgio, hanno deciso di vietare l’importazione di trofei di caccia, nel tentativo di disincentivare queste attività, mentre l’opinione pubblica continua a chiedere un divieto più ampio della caccia sportiva.

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ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2026 13:12

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