Super Mario, Zelda e Metal Gear: i nomi del retrogaming tornano al centro dell’attenzione grazie a un evento che celebra i videogiochi.
Ci sono videogiochi che non restano semplici prodotti del loro tempo, ma diventano simboli capaci di attraversare le generazioni. È il caso dei grandi classici del retrogaming, titoli che ancora oggi continuano ad accendere l’interesse di appassionati, collezionisti e curiosi. A riportarli sotto i riflettori è in questi giorni “Pop Culture #1 – Video Games”, evento ospitato a Vercelli dall’11 al 19 marzo 2026 con 50 pezzi certificati. Ci sarà un’asta e tra i nomi anticipati compaiono infatti Space Invaders, Pac-Man, Donkey Kong, The Legend of Zelda, Super Mario, Metal Gear, Monkey Island e Prince of Persia.

I giochi che hanno costruito l’immaginario del videogioco
Basta leggere questi titoli per capire perché il fascino dell’iniziativa vada ben oltre il semplice collezionismo. Pac-Man e Space Invaders richiamano l’epoca delle sale giochi, quando bastavano pochi pixel per creare fenomeni mondiali. Donkey Kong e Super Mario riportano invece alle radici dell’universo Nintendo, con personaggi diventati riconoscibili anche da chi non ha mai preso in mano un controller. Poi ci sono serie come The Legend of Zelda e Metal Gear, che hanno contribuito a far crescere il videogioco come linguaggio narrativo, trasformando l’esperienza di gioco in qualcosa di più vasto e ambizioso. Anche la presenza di titoli come Monkey Island e Prince of Persia aggiunge peso al catalogo annunciato, perché parliamo di opere che hanno lasciato un segno preciso nell’avventura, nel platform e nell’immaginario pop degli anni Ottanta e Novanta.
Da Indiana Jones a E.T., quando il retrogaming incontra la cultura pop
A rendere ancora più interessante il quadro c’è il fatto che tra i videogiochi annunciati figurano anche produzioni legate a franchise celebri come Indiana Jones, The Goonies ed E.T.. Questo dettaglio allarga subito il discorso: non si parla soltanto di software storici, ma di pezzi che raccontano un’epoca in cui cinema, giocattoli e videogiochi iniziavano a fondersi sempre di più in un’unica grande cultura pop. È anche per questo che certi giochi continuano ad attirare attenzione ancora oggi. Non sono soltanto oggetti da conservare, ma testimonianze di un momento preciso in cui il videogioco ha iniziato a diventare un fenomeno culturale globale. L’asta, in questo senso, resta quasi sullo sfondo: la vera notizia è che titoli come Super Mario, Zelda, Pac-Man o Metal Gear continuano a essere percepiti come icone vive, ancora capaci di evocare memoria, curiosità e valore culturale.