Se ti chiami Elon Musk ogni tuo messaggio è un tuono. E se questo messaggio non è scritto di getto, ma pensato, ragionato e con un intento sospetto, beh, il quadro rischia di diventare fraudolento
E in questo quadro è atterrata la decisione di una giuria californiana che ha ritento Musk responsabile del crollo del valore delle azioni di Twitter, avvenuto quando tentò di acquisire la piattaforma social per 44 miliardi di dollari nel 2022. Facciamo un passo indietro necessario: nel maggio di quell’anno, Trump lasciò intendere di voler rinunciare all’acquisto con un tweet in cui affermava che l’acquisizione era “temporaneamente sospesa”.

Il risultato? Le azioni di Twitter crollarono vertiginosamente nelle 24 ore successive, con cali che a tratti raggiunsero il 20%. Il titolo rimase instabile per mesi. E spinse gli investitori coinvolti nella causa a vendere le proprie azioni a prezzi inferiori a 54,20 dollari, quando credevano che l’offerta di acquisizione di Musk stesse per fallire. I giurati californiani hanno dato loro ragione accusando il miliardario di aver denigrato pubblicamente l’azienda con l’obiettivo di far scendere il prezzo delle azioni di Twitter e ottenere un prezzo migliore.
La giuria lo ha però assolto da alcune accuse di frode, ritenendo che non avesse “orchestrato” alcun piano per ingannare gli investitori. Secondo Aaron Arnzen, l’avvocato dei querelanti, i tweet di Musk non erano un “errore innocente” o un “tweet stupido” scritto di getto, come sostenuto dai legali del boss di Tesla, ma erano attentamente calcolati per far crollare il prezzo delle azioni di Twitter. Il team legale di Musk ha cercato di ridimensione le accuse: ha definito il verdetto “un piccolo intoppo” e ha affermato di “attendere con fiducia la riabilitazione in appello”, citando i recenti ricorsi vinti in altre cause.
Di certo la sentenza rappresenta una rara sconfitta legale per Musk, spesso soprannominato “Elon Teflon” per la sua capacità di uscire indenne da cause legali che, secondo le previsioni, avrebbe perso. Vale anche la pena sottolineare che sebbene la sentenza rappresenti un duro colpo per Musk, le implicazioni finanziarie sono/sarebbero minime considerando il suo patrimonio netto, che attualmente si aggira intorno ai 650 miliardi di dollari, secondo Bloomberg.
Lo schiaffo in terra americana all’uomo più ricco del mondo è stato bissato in Francia. La giustizia francese ha infatti notificato alle autorità americane una possibile “valutazione artificiale” delle società X e X IA da parte di Elon Musk. Le autorità transalpine sospettano che il miliardario abbia gonfiato il valore di X e xAI in vista della futura IPO, sfruttando polemiche su Grok. Questi due fatti confermano che nel microcosmo di Musk dominano spregiudicatezza, disprezzo, latitanza di scrupoli, cinismo e zero etica. Ma dimostrano altresì, vista la sentenza in California e l’azione della giustizia francese, che arginare l’uso distorto del denaro da parte di Musk è possibile e, soprattutto, necessario.
Una delle parole che usa di più è diritto. Evidentemente ignora che cosa scriveva J.D.Rockfeller:“Io credo che ogni diritto implichi una responsabilità; ogni opportunità, un obbligo; ogni proprietà, un compito.”