In seguito alla tragica morte del piccolo Domenico, è stata avviata proprio di recente un’ispezione nei confronti dell’ospedale.
Uno dei casi di cronaca che ha maggiormente sconvolto il pubblico italiano, riguarda la tragica morte del piccolo Domenico. Scenario che ha messo in evidenza non solo l’errore fatale commesso dal personale incaricato, ma anche una serie di aspetti ancora poco chiari a distanza di qualche mese.
Proprio per questo motivo, come riporta Ansa, l’ospedale Monaldi si trova attualmente sotto ispezione straordinaria da parte della Regione. Si tratta di una notizia che era nell’aria già da diverso tempo, e che nelle ultime ore è stata ufficialmente messa in atto.

Morte del piccolo Domenico: via all’ispezione
L’ispezione straordinaria eseguita da parte della Regione ha avuto inizio in data 23 marzo. Nella giornata di ieri, il team coadiuvato da altri “pareri” esterni alla Direzione generale della Salute ha avviato tutte le procedure di verifica nei confronti dell’azienda.
Nello specifico, si valuteranno le capacità organizzative della stessa, così come il suo operato. L’obiettivo di questa serie di accertamenti, è quello di certificare se le condizioni che hanno portato alla fatalità in questione fossero già note, oppure no.
Per portare avanti l’ispezione di cui sopra, il team incaricato ha acquisito tutti i documenti amministrativi appartenenti all’ospedale Monaldi. Saranno messi al vaglio non solo il periodo recente, ma anche quello precede alla tragica scomparsa del bambino.
Oltre all’ispezione appena resa nota, la quale durerà circa un mese, sarà condotta parallelamente un’altra indagine nei principali centri trapiantologici della Regione, così da disporre di altro materiale da studiare.
Le parole della Direzione generale
La Direzione generale, in seguito all’ispezione preliminare, ha potuto riscontrare ciò: “Un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso, con protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in Azienda, formazione del personale inadeguata, in un clima relazionale interno gravemente deteriorato e preesistente all’evento del 23 dicembre 2025, significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali“.