Ci potrebbero essere novità sul caso dell’omicidio Pierina Paganelli. La ricostruzione sui passi falsi del killer e il bigliettino.
Continuano le indagini e il processo per il caso dell’omicidio Pierina Paganelli. Dopo il gesto notato in Aula da parte di Valeria Bartolucci a Louis Dassilva, in carcere con l’accusa di aver ucciso la 78enne di Rimini il 3 ottobre 2023, ecco un altro dettaglio emerso sulla vicenda. In particolare un biglietto di Manuela Bianchi di cui ha parlato un poliziotto.

Omicidio Pierina Paganelli: la ricostruzione dei passi falsi del killer
Nella giornata di lunedì 23 marzo 2026 si sono riaccesi i riflettori sul caso dell’omicidio Pierina Paganelli. In tribunale, infatti, avvocati difensori e testimoni sono tornati nell’aula di tribunale di Rimini per una nuova udienza. L’obiettivo è stato quello di ricostruire le varie tappe del delitto per il quale come unico imputato risulta esserci Louis Dassilva, vicino di casa della vittima ed ex amante della nuora, Manuela Bianchi. Nello specifico. come riferito da Fanpage, l’obiettivo dell’udienza è stato quello di ricostruire “i passi falsi” della vicenda.
Il biglietto di Manuela: cosa sappiamo
I primi ad essere stati ascoltati nel corso dell’udienza, come riportato da Fanpage.it, sono stati i due agenti della squadra mobile che si sono occupati delle indagini. Particolare focus merita l’agente che ha tenuto a sottolineare alcuni aspetti legati a Manuela Bianchi. In particolare la versione della donna modificata nel tempo.
In un primo momento, infatti, la Bianchi aveva spiegato che la mattina del ritrovamento del corpo della Paganelli era stata lei per prima a rinvenirlo e ad allertare i vicini, tra cui Dassilva. Successivamente, invece, aveva cambiato versione spiegando di aver saputo dell’esistenza di un cadavere nel garage del palazzo proprio da Dassilva e di aver ricevuto da lui istruzioni su come comportarsi.
In questa ottica, rientra anche il racconto di un secondo agente. Come riferito sempre da Fanpage, la Bianchi avrebbe chiesto, subito dopo l’incidente probatorio, “carta e penna per lasciare un biglietto al gip. Il messaggio è stato depositato agli atti del processo”. La figura della Bianchi, secondo quanto si apprende, secondo l’accusa sarebbe il primo segno di passi falsi compiuti nella vicenda da parte di Dassilva.