Le ultime sul caso della scomparsa di Denise Pipitone e la scelta di sua madre, Piera Maggio, di affidarsi ad un consulente.
Ci sarebbe un nuovo testimone mai ascoltato che potrebbe aiutare a comprendere meglio cosa sia capitato a Denise Pipitone, la bambina scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004. Proprio in questo senso, anche per evitare speculazioni e intili speranze, la madre della piccola, Piera Maggio, ha deciso di affidarsi ad un nuovo consulente: Armando Palmegiani.

Denise Pipitone: Palmegiani nuovo consulente di Piera Maggio
Potrebbero presto esserci delle novità in merito a Denise Pipitone, la bambina scomparsa nel 2004 a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Anche per questo, la madre, Piera Maggio, ha deciso di affidarsi ad un nuovo consulente. Si tratta di Armando Palmegiani, ex commissario capo della Polizia di Stato che ha lavorato per 30 anni alla Scientifica. Di recente, l’uomo ha ricevuto questo nuovo incarico direttamente dalla donna.
Il motivo della decisione: parla Palmegiani
A confermare l’incarico ricevuto e a spiegare meglio le motivazioni dietro tale scelta, è stato lo stesso Palmegiani intervistato da Fanpage.it: “‘attività che hanno fatto i consulenti di Antonio Pipitone al momento non la conosciamo. Sappiamo che hanno presentato un’istanza di riapertura che è stata rigettata. Avevano chiesto un incontro con il legale della signora Maggio, l’avvocato Frazzitta, ma per vari motivi non si è verificato. La linea resta di massima disponibilità a un confronto”.
Palmegiani ha anche affrontato il tema del possibile nuovo testimone mai ascoltato che sarebbe stato individuato dalla criminologa Antonella Delfino Pesce: “Sono disponibile personalmente a confrontarmi con la dottoressa Delfino Pesce, che conosco da tempo, per prendere atto di quello che è stato fatto e capire fino a che punto sono arrivati”.
Il nuovo consulente di Piera Maggio ha sottolineato di essere pronto ad un confronto per capire meglio la situazione ma, allo stesso tempo, ha tenuto a precisare: “Ovviamente, bisogna tenere conto che non c’è un’indagine in corso e, di conseguenza, non c’è nemmeno il segreto istruttorio. È importante ribadirlo”.