Ucciso a Milano il 21 dicembre 1996 con un’arma rarissima, Claudio Del Forno è al centro di uno dei casi più discussi del capoluogo lombardo.
L’omicidio di Claudio Del Forno continua a essere uno dei casi più misteriosi e discussi della cronaca milanese degli anni Novanta. Una vicenda che, a distanza di anni, non ha ancora trovato una verità definitiva. Il 21 dicembre 1996, a pochi giorni dal Natale, il giovane procuratore legale di 35 anni venne ucciso a Milano, in piazzale Accursio, all’angolo con viale Certosa e via Espinasse.
Quella sera era uscito di casa con un abbigliamento elegante, raccontando al padre che avrebbe trascorso la serata in discoteca, nel caso fosse riuscito a trovare un amico con cui andare. Un programma semplice che, nel giro di poche ore, si trasformò in tragedia.

Omicidio Claudio Del Forno: cosa accadde quella sera sotto la pioggia
La sera del delitto, Milano era colpita da una pioggia insistente. Dopo aver fatto visita a un amico in via Tavazzano, Claudio Del Forno si allontanò intorno alle 21.30. Pochi minuti dopo, venne raggiunto da un solo colpo d’arma da fuoco, risultato fatale.
Alcuni ragazzi presenti nella zona sentirono lo sparo, ma inizialmente lo scambiarono per un petardo. Solo in un secondo momento si resero conto della gravità della scena, vedendo l’uomo a terra. Dell’aggressore, però, non c’era già più alcuna traccia.
Le indagini si concentrarono subito su un elemento molto particolare: il proiettile. Si trattava di un calibro 10,4 millimetri, sparato da una pistola estremamente rara, risalente tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
L’arma misteriosa e il dettaglio che ha reso unico il caso
Proprio l’arma utilizzata ha reso questo omicidio diverso da molti altri casi di cronaca. Il modello, infatti, era così insolito da essere accostato anche a quello reso celebre nell’immaginario dei fumetti di Dylan Dog.
Nonostante questa particolarità, l’arma non è mai stata ritrovata. Anche le testimonianze raccolte sul posto si sono rivelate insufficienti per identificare con certezza il responsabile. Un elemento che ha contribuito a rendere il caso ancora più enigmatico.
Indagini e piste: perché il caso è rimasto irrisolto
Gli investigatori seguirono diverse piste, cercando di ricostruire le ultime ore di vita della vittima e i suoi possibili contatti. Tra le ipotesi prese in considerazione, si parlò di un incontro finito male o di un episodio legato agli ambienti frequentati da Claudio Del Forno.
Tuttavia, nessuna delle piste investigative riuscì a trovare conferme solide. Col passare del tempo, il caso si è progressivamente arenato, trasformandosi in uno dei misteri irrisolti più noti della cronaca italiana.
Ancora oggi, l’omicidio di Claudio Del Forno resta senza colpevole. Nonostante la presenza di testimoni e un’arma così particolare, nessun elemento è stato sufficiente per arrivare a una svolta definitiva, lasciando aperti interrogativi che continuano a far discutere.