Un ex pm ha presentato una richiesta a proposito dei giudici che si occuparono del caso della strage di Erba. Cosa succede a Rosa e Olindo.
Durante lo scorso anno, proprio nel pieno del periodo primaverile, balzò su tutte le pagine la notizia circa la valutazione della riapertura del caso della strage di Erba. Ed ecco che, a distanza di esattamente un anno, le cose sono nuovamente cambiate .
Infatti, come riportano i principali organi di stampa, un ex pm ha presentato una richiesta nei confronti dei giudici che riesaminarono la vicenda. Ciò è stato fatto in forma ufficiale, con la richiesta di un vero e proprio esposto.

Strage di Erba: nuovi sviluppi sul caso
Il piccolo comune in provincia di Como, venne colpito nel 2006 da una dolorosa vicenda. Durante la tragedia in questione persero la vita 4 persone, tra cui un bambino di appena 2 anni. Si tratta di una vicenda che ancora oggi è al centro di numerosi dibattiti.
In merito a questo caso di cronaca nera, da tutti conosciuto come la Strage di Erba, un ex pm ormai in pensione ha chiesto una “revisione” dell’operato dei giudici che si occuparono di riesaminare il caso. Ciò, tramite un esposto alla Procura di Bolzano.
Stando all’ex pm Tarfusser, i giudici non avrebbero tenuto conto di alcuni elementi favorevoli alla coppia. Ma soprattutto, di come i due coniugi abbiano subito continue pressioni col fine di portarli a confessare.
Particolarmente delicata anche la vicenda del supertestimone Mario Frigerio. Il suo racconto sarebbe infatti stato suggerito dal luogotenente incaricato. Infatti, la sua descrizione dell’aggressore era stata successivamente cambiata con una figura più simile a quella di Olindo Romano.
Le parole dell’ex pm
Ai microfoni del Tg1, l’ex pm Tarfusser ha sottolineato la necessità di un processo giusto: “Io non dico che siano innocenti, ma che abbiano un processo giusto. Già quello di primo grado assomigliava a una corrida“.
I tratti incongruenti di cui sopra, hanno portato il pm in pensione ad una richiesta di riesame del caso della strage di Erba. Dalla morte “ambigua” di una delle 4 vittime, passando per altri aspetti ancora oggi poco chiari.