Situazione molto controversa che coinvolge anche Pier Silvio Berlusconi. L’AD di Mediaset è stato denunciato. Ecco cosa è successo.
Ha fatto molto discutere l’aggressione avvenuta per strada che ha visto coinvolto Mario Adinolfi e l’inviato de Le Iene, Filippo Roma. Una situazione controversa che, a quanto pare, ha avuto adesso delle gravi conseguenze che hanno visto essere chiamato in causa anche Pier Silvio Berlusconi che, a quanto pare, è stato denunciato proprio da Adinolfi in qualità di AD di Mediaset.

Mario Adinolfi ha denunciato Pier Silvio Berlusconi
La “battaglia” tra Mario Adinolfi e Le Iene sembra essersi allargata. Il candidato sindaco di Prato, infatti, ha spiegato via social di essersi diretto in commissariato dopo quanto accaduto anche nelle scorse ore con l’aggressione avvenuta per strada con Filippo Roma, inviato della trasmissione Mediaset, e di aver provveduto a sporgere denuncia, anche verso Pier Silvio Berlusconi.
“Io intanto sono in commissariato a sporgere denuncia per le fattispecie di reato integrate dagli articoli del codice penale 270bis, 416, 595, 610 e 612bis contro Pier Silvio Berlusconi, Davide Parenti, Filippo Roma, Alfredo Liuzzi, Cristina Zaccanti, Carlo Bravi, Rti e Mediaset“, ha annunciato lo stesso Adinolfi per chiarire la sua posizione.
Le motivazioni dietro la denuncia
Adinolfi ha quindi aggiunto come spiegazione del suo gesto: “Ho sempre ritenuto prioritario, come faccio anche su queste pagine, tutelare la libertà di critica anche e soprattutto nei miei confronti. Ora però i tratti dell’associazione delinquenziale e persecutoria non priva di evidenti finalità ideologico-politiche, con tratti di discriminazione anticristiana palese probabilmente di ispirazione massonica, sono troppo chiari e francamente insopportabili”.
L’ex concorrente de L’Isola dei Famosi ha quindi aggiunto: “La serialità delle diffamazioni attuate sistematicamente dal 2016 guardacaso sempre a ridosso di momenti elettorali con agguati ad personam sotto la mia abitazione di residenza ed in innumerevoli eventi pubblici, con ricadute che hanno leso gravemente anche mia moglie e le mie figlie, ha richiesto un atto che avrei volentieri evitato ma si è reso evidentemente necessario“.