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Rapina al caveau del tribunale di Roma: il colpo del 1999
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Rapina al caveau del tribunale di Roma: il colpo del 1999 che fece tremare Piazzale Clodio

ladro che compie un furto

Nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1999 venne svaligiato il caveau della banca interna al tribunale di Roma. Il bottino fu enorme e il caso restò per anni uno dei più clamorosi della cronaca capitolina.

Ci sono colpi che non restano nella memoria solo per il denaro sparito, ma per il luogo in cui vengono messi a segno, quello del caveau del tribunale di Roma è uno di quelli più incredibili. Nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1999, dentro la cittadella giudiziaria di Piazzale Clodio, venne svuotata la banca interna al palazzo di giustizia in un’operazione che fece subito parlare di “colpo del secolo”.

Non era una filiale qualunque: lì avevano cassette di sicurezza magistrati, avvocati, cancellieri e dipendenti del tribunale, e proprio questo rese il caso ancora più esplosivo.

Il dato che colpì subito fu la portata del furto. Secondo le ricostruzioni emerse nelle indagini, furono aperte 147 cassette di sicurezza su 990, con una stima di refurtiva intorno ai 17 miliardi di lire, oltre a una quantità mai definita fino in fondo di documenti e materiali riservati.

Non si trattò quindi solo di gioielli e contanti: attorno a quel caveau ruotavano anche carte delicate, ed è proprio questo che negli anni ha alimentato sospetti, timori e letture molto più pesanti del semplice furto in banca.

Un ladro
Un ladro – newsmondo.it

Come avvenne il colpo nella banca di Roma

Secondo la ricostruzione investigativa, il commando entrò nell’area del tribunale con un furgone simile a quelli dell’Arma e con uomini in parte vestiti da carabinieri. Una volta dentro, i ladri si mossero verso la filiale della Banca di Roma e riuscirono ad aprire in tempi rapidi le porte blindate, a neutralizzare gli allarmi e a scendere fino al caveau.

Il bersaglio non fu casuale: vennero forzate soprattutto le cassette più piccole e maneggevoli, mentre molte di quelle grandi rimasero intatte. Il tutto si concluse nell’arco di poche ore, prima che qualcuno si accorgesse di quanto era successo.

A rendere il colpo ancora più clamoroso fu proprio il livello di organizzazione. Gli investigatori capirono presto che per entrare in un punto così sensibile non bastavano abilità tecniche e sangue freddo: servivano conoscenze interne, tempi studiati e una selezione precisa degli obiettivi.

Nel fascicolo entrarono infatti anche sospetti su appoggi dentro la banca e sulla presenza di carabinieri che avrebbero favorito l’accesso alla zona protetta. È questo uno dei motivi per cui il caso non fu mai letto come un semplice assalto notturno, ma come un’operazione costruita con informazioni privilegiate.

Le indagini, Carminati e le condanne arrivate dopo

La svolta arrivò mesi dopo, quando il ritrovamento del furgone usato per entrare nel complesso e una serie di riscontri portarono gli inquirenti verso il mondo dei cosiddetti cassettari romani, specialisti nei furti ai caveau.

Da lì il cerchio si strinse su più persone, tra cui Massimo Carminati, indicato dagli investigatori come la mente del colpo, oltre a dipendenti della banca, ladri esperti e appartenenti all’Arma accusati di aver agevolato l’operazione. Gli arresti principali scattarono tra dicembre 1999 e le settimane successive.

Sul piano giudiziario, la vicenda ebbe un esito meno pesante di quanto il clamore iniziale potesse far immaginare. Le accuse si ridimensionarono nel corso del processo, ma le responsabilità per il colpo vennero comunque attribuite a Carminati e ad altri complici.

Negli anni successivi, il nome del furto al caveau del tribunale di Roma è rimasto uno dei più noti della cronaca giudiziaria italiana proprio per questo doppio livello: da una parte il colpo spettacolare dentro il cuore della giustizia capitolina, dall’altra il sospetto mai del tutto cancellato che in quelle cassette non ci fossero soltanto beni di valore, ma anche materiali capaci di dare a quel furto un peso molto più grande del bottino stesso.

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ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2026 19:13

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