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Guerra in Iran: Teheran chiede garanzie all'Onu su fine attacchi
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Guerra in Iran: Teheran chiede garanzie all’Onu

Teheran, capitale dell'Iran con bandiera

La situazione sulla guerra in Iran: dai dubbi di Donald Trump alla richiesta di garanzie di Teheran all’Onu sulla fine degli attacchi.

Continua la tensione per quanto concerne la guerra in Iran. Tra le novità, quello che è accaduto nelle ultime ore con il Ministro degli Esteri iraniano che ha incontrato Vladimir Putin ma anche la posizione di Donald Trump, dato per “incerto” sul da farsi. Intanto, Teheran si è mossa chiedendo garanzie all’Onu prima di procedere con la riapertura dello Stretto di Hormuz.

mappa con la cartina dello stretto di Hormuz
cartina con lo stretto di Hormuz – newsmondo.it

Guerra in Iran: Teheran chiede garanzie all’Onu

La situazione della guerra in Iran ha visto Teheran tornare a chiedere “garanzie credibili” che non ci saranno nuovi attacchi contro il suo Paese se si vuole che nella regione del Golfo domini una stabilità “duratura” all’Onu. Intervenuto davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’ambasciatore iraniano presso il Palazzo di Vetro, Amir Saeid Iravani, ha fatto sapere: “Stabilità e sicurezza durature nel Golfo Persico e nell’intera regione possono essere raggiunte solo attraverso una cessazione duratura e permanente dell’aggressione contro l’Iran, integrata da garanzie credibili che non si ripeteranno gli attacchi e dal pieno rispetto dei legittimi diritti sovrani e degli interessi dell’Iran”.

Donald Trump riflette sulla nuova “guerra fredda”

In questa situazione, come anticipato, fa parlare anche la posizione del presidente Donald Trump che, secondo quanto si apprende da Axios, oscilla tra l’ipotesi di nuovi attacchi militari contro l’Iran e l’attesa che la strategia di ‘massima pressione’ economica spinga Teheran a negoziare sul programma nucleare.

Axios, citando cinque consiglieri che hanno parlato con il capo della Casa Bianca, ha anche aggiunto come la guerra in Medio Oriente sia entrata in una fase di stallo simile ad una ‘Guerra Fredda’, tra sanzioni finanziarie, blocchi navali e negoziati ancora lontani, mentre resta alto il rischio di un’escalation militare.

Un quadro che preoccupa il presidente americano. Diversi funzionari americani, citati da Axios, hanno riferito che a Washington sta crescendo la preoccupazione per il possibile coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto ‘congelato’, senza guerra aperta ma anche senza accordo. In questo scenario, le forze Usa resterebbero dispiegate nella regione per mesi, con lo Stretto di Hormuz chiuso. Una situazione che nessuno vuole.

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ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2026 15:40

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