In merito alla tragedia del Bayesian, la verità sembrerebbe essere venuta a galla. Ecco come sono andate le cose.
Una delle notizie più recenti sulla tragedia del Bayesian, fu quella riguardante le parole del costruttore dello yacht. Infatti, in quell’occasione venne reso noto come furono violate alcune procedure fondamentali. Ebbene, come riporta Leggo, quello che ai tempi sembrava essere un semplice sospetto si è rivelato in realtà un quadro tristemente reale. Di recente, è stato infatti chiarito il modo in cui sono andate realmente le cose.

La verità sul Bayesian
A quanto pare, la responsabilità di quanto accaduto in quell’agosto del 2024 non è da attribuire ad un uragano. Gli esperti hanno infatti sostenuto come le condizioni meteo presenti quella sera, non fossero così instabili da impedire il controllo del mezzo.
Infatti, lo yacht poteva e doveva essere governato in maniera corretta. La tempesta perfetta varata in precedenza non è dunque un alibi più accettabile. Il focus della vicenda, si è così spostato su dei potenziali errori decisionali che sono stati presi in quei 10 minuti che costarono la vita a 7 persone.
Alcuni difetti sulla gestione tecnica, potrebbero riguardare il fatto che la prua non fosse orientata correttamente. Altro aspetto poco chiaro è inoltre la chiglia retrattile, la cui incisione della deriva alzata è ancora tutta da dimostrare.
Le indagini sul relitto
Entro la metà del mese di maggio, è previsto un nuovo ciclo di indagini sul relitto al momento sottoposto a sequestro. Lo scopo di questa nuova apertura, è quello di ispezionare ogni centimetro dello scafo e capire come mai le porte a tenuta stagna non abbiano garantito la galleggiabilità.
Altri fattori che passeranno inevitabilmente al vaglio sono i tempi di reazione dell’equipaggio e il rispetto delle procedure di sicurezza. La velocizzazione di queste indagini è dovuta alla data di chiusura del 19 agosto, che corrisponderebbe al secondo anniversario trascorso da questa tragedia.