Il caso delle lettere di Circleville: minacce anonime, segreti privati, la morte di Ron Gillispie, il caso Mary Gillispie e la condanna di Paul Freshour.
Per anni, a Circleville, piccola città dell’Ohio, aprire la cassetta della posta diventò un gesto capace di fare paura. Tutto cominciò alla fine degli anni Settanta, quando alcune persone iniziarono a ricevere lettere anonime, scritte con un tono aggressivo e accusatorio. Non erano semplici messaggi offensivi: chi le scriveva sembrava conoscere dettagli privati, rapporti personali, presunti tradimenti e tensioni interne alla comunità.
La vicenda divenne famosa come il mistero delle lettere di Circleville. Al centro del caso finì soprattutto Mary Gillispie, autista di scuolabus, accusata dall’anonimo autore di avere una relazione con Gordon Massie, sovrintendente scolastico locale. Le lettere non si limitarono a colpire la donna: arrivarono anche al marito, Ron Gillispie, e ad altre persone della zona.

Circleville: le prime minacce e la morte di Ron Gillispie
Nel 1977 la situazione precipitò. Ron Gillispie ricevette una telefonata misteriosa, uscì di casa armato e poco dopo morì in un incidente con il suo pick-up contro un albero. Ufficialmente la morte venne considerata un incidente, ma alcuni dettagli alimentarono dubbi e sospetti: sotto il corpo fu trovato un revolver calibro.22 che, secondo le ricostruzioni, aveva sparato un colpo.
Dopo quella morte, le lettere non si fermarono. Anzi, continuarono a circolare e ad allargare il clima di paura. L’anonimo scrivente prendeva di mira persone, uffici pubblici, attività locali e membri della comunità, trasformando pettegolezzi e accuse in una forma di persecuzione costante.
La trappola per Mary e il processo a Paul Freshour
Il momento più inquietante arrivò il 7 febbraio 1983. Mary Gillispie, durante il suo percorso in scuolabus, vide un cartello offensivo rivolto alla figlia tredicenne. Quando provò a rimuoverlo, trovò una scatola collegata a un’arma pronta a sparare: una vera trappola artigianale.
La pistola venne ricondotta a Paul Freshour, cognato di Mary. Freshour sostenne che l’arma gli fosse stata rubata e negò sempre di essere l’autore delle lettere o della trappola. Nel processo, però, le lettere ebbero un peso enorme: pur non essendo formalmente imputato per averle scritte, Freshour venne condannato per tentato omicidio e ricevette una pena da 7 a 25 anni.
Il punto che rese il caso ancora più ambiguo fu ciò che accadde dopo. Anche mentre Freshour era in carcere, sottoposto a controlli e limitazioni, le lettere continuarono ad arrivare. Ne ricevette una persino lui. Quando fu rilasciato nel 1994, la lunga scia di messaggi anonimi si interruppe quasi di colpo.
Ancora oggi il mistero divide. Alcune analisi successive hanno rilanciato l’ipotesi che Freshour potesse essere davvero coinvolto, mentre altri elementi continuano a lasciare aperti dubbi sulla sua condanna e sull’identità del vero autore. Il caso delle lettere di Circleville resta così una storia sospesa tra provincia, paura e segreti: un ricatto collettivo mai chiarito fino in fondo.