La storia di Jack lo Squartatore, l’assassino che terrorizzò Whitechapel nel 1888: le cinque vittime canoniche, le lettere alla stampa, i sospetti e un’identità mai scoperta.
Jack lo Squartatore è il nome con cui la storia ha identificato uno degli assassini più famosi e misteriosi di sempre. Nessuno sa con certezza chi fosse. Nessuno venne mai condannato. Eppure, nell’autunno del 1888, la sua ombra bastò a trasformare Whitechapel, quartiere povero dell’East End londinese, nel centro di un incubo collettivo.
Le vittime attribuite con maggiore sicurezza al killer sono cinque donne: Mary Ann Nichols, Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly. Sono le cosiddette “cinque canoniche”, uccise tra agosto e novembre 1888. Vivevano in una zona segnata da miseria, alloggi sovraffollati, lavoro precario e marginalità. Proprio quella vulnerabilità rese il caso ancora più feroce: donne povere, esposte, colpite in strada o in luoghi isolati, in una città che sembrava incapace di proteggerle.

Jack lo Squartatore: le cinque vittime e la paura nell’East End
Il primo delitto della serie comunemente attribuita a Jack lo Squartatore fu quello di Mary Ann Nichols, trovata morta il 31 agosto 1888. Pochi giorni dopo, l’8 settembre, venne uccisa Annie Chapman. La notte del 30 settembre fu ricordata come il “doppio evento”: morirono Elizabeth Stride e Catherine Eddowes, in due luoghi diversi e a poca distanza di tempo.
L’ultima vittima canonica fu Mary Jane Kelly, trovata morta il 9 novembre 1888 nella stanza in cui viveva a Miller’s Court. Fu il delitto più sconvolgente per la scena ritrovata dagli investigatori. Dopo quella morte, gli omicidi attribuiti con maggiore certezza allo Squartatore cessarono, senza che la polizia riuscisse a dare un volto al responsabile.
Le lettere, i sospetti e un’identità mai scoperta
Il nome “Jack the Ripper” comparve in una delle lettere inviate alla stampa e alla polizia. La più famosa è la lettera “Dear Boss”, ma nel tempo molte comunicazioni furono considerate false o scritte da mitomani. Proprio questo contribuì ad alimentare il mito: un assassino invisibile, una stampa affamata di dettagli e una città terrorizzata da messaggi che sembravano sfidare apertamente le autorità.
Nel corso degli anni sono stati proposti decine di sospettati: medici, macellai, artisti, immigrati, membri dell’alta società, uomini comuni del quartiere. Alcune teorie sono diventate popolari, altre sono state smentite o considerate pura speculazione. Nessuna, però, ha chiuso davvero il caso.
Jack lo Squartatore resta così un mistero storico e criminale: non solo per l’identità mai scoperta del killer, ma anche perché racconta la Londra vittoriana delle disuguaglianze, della paura e della spettacolarizzazione del crimine. Dietro il mito, però, restano soprattutto cinque nomi di donne reali, trasformate troppo spesso in comparse di una leggenda nera.