Una hostess ha presentato una denuncia nei confronti di un sindacalista a causa di molestie e abusi sessuali.
Dopo la bambina di 10 anni molestata, la cronaca italiana ha portato alla luce un altro caso di cronaca con una vittima di sesso femminile. Questa volta, come riporta Leggo, ad essere stata molestata da un uomo è stata una hostess.
Il fatto in questione, oltre alle polemiche suscitate per la gravità in sè, è diventato anche un vero e proprio fenomeno mediatico per via delle sue implicazioni giuridiche. In particolare, per il cosiddetto caso dei “30 secondi”.

Hostess molestata: la vicenda
I fatti in questione risalgono al 2018, quando una lavoratrice dell’aeroporto di Malpensa di Milano si rivolse ad un sindacalista per una vertenza. Stando alle indagini, quest’ultimo avrebbe messo in atto nei confronti della sua vittima ripetute molestie e abusi sessuali.
Tuttavia, sul caso appena descritto e con i pochi dettagli a disposizione, ciò che ha suscitato una forte polemica riguarda la sua componente giuridica. L’ormai ex sindacalista venne infatti assolto nel giro di due sentenze, di primo e di secondo grado.
I giudici ritennero infatti come in “30 secondi” la vittima si sarebbe potuta difendere. Tuttavia, dopo il ricorso della Procura generale, l’ultimo verdetto di assoluzione venne annullato con rinvio. Così, nella giornata di giovedì 14 maggio, sono arrivati dei nuovi sviluppi.
La richiesta sulla condanna
Nel nuovo processo, sono stati chiesti due anni di condanna per l’uomo accusato di molestie e abusi sessuali. Infatti, il cosiddetto “ritardo nella reazione” è stato giudicato come irrilevante, cosa che ha portato allo svolgimento di un nuovo procedimento.
La Giurisprudenza affermerebbe inoltre come la sorpresa di fronte all’abuso può superare la volontà contraria, portando così la vittima ad essere incapace di difendersi. Tutti argomenti fondamentali, in vista della sentenza prevista per il prossimo 10 luglio.