Un bambino di appena 11 anni, è stato obbligato a lavorare dal padre per poi venire picchiato dal suo stesso genitore.
Dopo il bambino di 3 anni morto dopo gli abusi dei genitori, un altro caso di dramma in famiglia è emerso proprio nelle ultime ore. Questa volta, come riporta Leggo, le percosse fisiche nei confronti del bambino in questione sono arrivate dopo averlo costretto a lavorare.
Come riportato dalla stessa fonte, la drammatica vicenda in questione ha avuto inizio da una domanda apparentemente innocente. La cui reazione da parte del diretto interessato, ha portato alla luce numerose atrocità.

Bambino maltrattato e picchiato dal padre
Alla domanda sulla “Festa del Papà” si sono aperte le drammatiche vicende avvenute in una famiglia residente nell’area di Treviso. La vittima, ad oggi tredicenne, ha passato numerosi anni a lavorare nella stalla della famiglia e a subire continue vessazioni. Non solo da suo padre, ma anche dai suoi fratelli.
Come riportato originariamente da Treviso Today, il bambino scoppiò in lacrime proprio mentre si trovava a scuola, pronunciando questa frase alla domanda rivolta dal suo insegnante: “Papà è cattivo con me e mi picchia di continuo“.
Il racconto è poi proseguito con dettagli ancora più agghiaccianti: “Alla mattina mio papà mi fa alzare prestissimo per lavorare in stalla. Quando torno da scuola la storia si ripete, non mi fa mai fare i compiti per casa. E mi picchia per qualsiasi ragione, anche la più sciocca, utilizzando una cintura usata a mo’ di frusta. Mi “battono” anche i miei fratelli“.
La conferma della testimonianza
Nonostante la famiglia in cui viveva il piccolo è sempre stata conosciuta come apparentemente tranquilla, le prove visive e “uditive” raccolte dalle autorità confermarono ogni cosa. Si ebbe modo di assistere a pestaggi brutali, senza alcuna difesa da parte della madre e con la partecipazione dei fratelli
I due genitori si trovano ora sotto accusa per maltrattamenti in famiglia.