Condannato per la strage di Corinaldo, tragedia del 2018, Andrea Cavallari è stato protagonista in negativo in carcere.
Andrea Cavallari, uno dei responsabili della strage di Corinaldo, la tragedia che nel 2018 aveva causato 6 morti e 59 feriti all’interno di una discoteca, si è reso protagonista di un doppio spiacevole episodio in carcere. Stando a quanto si apprende, Cavallari ha appiccato il fuoco nella cella in cui è detenuto, nella struttura di San Domenico di Cassino, e ha poi aggredito due agenti della polizia penitenziaria.

Corinaldo: Andrea Cavallari crea il caos in carcere
Andrea Cavallari, tra i responsabili della strage di Corinaldo, la tragedia del 2018 che aveva causato 6 morti e 59 feriti all’interno di una discoteca dove era attesa l’esibizione del cantante Sfera Ebbasta, ha appiccato il fuoco nel carcere in cui è detenuto, quello di San Domenico di Cassino, per poi aggredire due agenti della polizia penitenziaria. Il Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, ha denunciato l’accaduto.
I dettagli del doppio episodio
Secondo quanto riportato dal Sappe, Cavallari avrebbe appiccato il fuoco ad uno sgabello nella sua cella. A quel punto il fumo dell’incendio si sarebbe propagato nel piano della struttura carceria che accoglie il reparto d’isolamento. Al fine di garantire la sicurezza di tutti i detenuti e non solo, la polizia penitenziaria ha attivato le procedure di emergenza con il trasferimento delle persone presso altre aree. Proprio durante questa fase, Cavallari avrebbe improvvisamente aggredito un agente, colpendolo con pugni e schiaffi. Successivamente, all’arrivo di una seconda persona, ecco la seconda aggressione, questa volta colpita ripetutamente alla schiena e alle gambe.
Dopo l’accaduto Donato Capece, segretario generale del sindacato Sappe e Maurizio Somma, segretario regionale per il Lazio, hanno espresso la loro “totale vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti” sottolineando come questo episodio rappresenti “l’ennesima dimostrazione di come il personale di polizia penitenziaria operi quotidianamente in condizioni estremamente difficili […]”.