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Grégory Villemin, il caso irrisolto del bambino ucciso nella Vologne
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Caso Grégory Villemin: il bambino trovato morto nella Vologne e il mistero che tormenta la Francia

polizia sirene spiegate scena del crimine

La storia del caso Grégory Villemin, il bambino di 4 anni trovato morto nel 1984 nella Vologne: le lettere del “corvo”, gli errori giudiziari, Bernard Laroche, Christine Villemin e le nuove indagini.

Il caso Grégory Villemin è uno dei più celebri e dolorosi misteri giudiziari francesi. Il 16 ottobre 1984, il piccolo Grégory, 4 anni, scomparve da Lépanges-sur-Vologne, nei Vosgi, mentre si trovava vicino alla casa dei genitori, Jean-Marie e Christine Villemin. Poche ore dopo, il suo corpo venne ritrovato nelle acque della Vologne, legato mani e piedi.

La tragedia non esplose dal nulla. Da anni la famiglia Villemin riceveva telefonate e lettere anonime da un misterioso “corvo”, una persona che minacciava, insultava e sembrava conoscere bene tensioni e segreti familiari. Proprio una telefonata anonima, il giorno della scomparsa, annunciò che il bambino era stato preso e gettato nel fiume.

Scena del crimine
Scena del crimine

Caso Villemin: il bambino nella Vologne e il “corvo” della famiglia Villemin

L’omicidio di Grégory sconvolse la Francia anche per la sua crudeltà simbolica: un bambino piccolo, una famiglia operaia, un paese apparentemente tranquillo e un assassino capace di trasformare il dolore in una sfida pubblica. L’indagine si concentrò presto nell’ambiente familiare allargato, dove rancori, gelosie e vecchie fratture vennero analizzati in ogni dettaglio.

Nel novembre 1984 venne arrestato Bernard Laroche, cugino di Jean-Marie Villemin, sulla base anche delle dichiarazioni della giovane Murielle Bolle, poi ritrattate. Laroche negò sempre ogni coinvolgimento e fu scarcerato. Nel marzo 1985, Jean-Marie Villemin lo uccise, convinto che fosse responsabile della morte del figlio. Anche questo gesto aprì un altro capitolo tragico dentro una vicenda già devastata dal sospetto.

Errori, accuse e un caso ancora aperto

Negli anni, l’inchiesta si spostò anche su Christine Villemin, madre di Grégory, che venne accusata e poi definitivamente scagionata. Il caso diventò il simbolo di una giustizia confusa, di un’enorme pressione mediatica e di una famiglia travolta due volte: prima dall’omicidio del bambino, poi da sospetti e accuse spesso laceranti.

Le analisi moderne, comprese quelle sul DNA e sulle lettere anonime, hanno riaperto più volte il fascicolo senza arrivare a una verità definitiva. Nel 2017 furono messi in causa anche Marcel e Jacqueline Jacob, parenti del bambino, ma diversi atti vennero poi annullati per vizi procedurali.

Nel 2025, Jacqueline Jacob è stata nuovamente messa in esame in Francia con l’ipotesi di aver avuto un ruolo nel sistema delle lettere e delle minacce anonime; la donna nega ogni responsabilità e la vicenda resta giudiziariamente aperta.

A più di quarant’anni dal delitto, nessuno è stato condannato per l’omicidio di Grégory Villemin. Restano un bambino ucciso, una famiglia distrutta e una domanda che continua a pesare sulla memoria francese: chi era davvero il “corvo” della Vologne?

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ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2026 21:43

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