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Anthony Hardy, la storia del Camden Ripper
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Anthony Hardy: il “Camden Ripper” che uccise tre donne a Londra

donna minacciata e picchiata

La vicenda di Anthony Hardy, il serial killer britannico noto come “Camden Ripper”: le vittime Sally White, Elizabeth Valad e Bridgette Maclennan, gli errori iniziali e la condanna all’ergastolo.

Il nome di Anthony Hardy è legato a uno dei casi più inquietanti della cronaca britannica dei primi anni Duemila. Ex ingegnere, con una vita segnata da problemi personali, alcolismo e passaggi nei servizi psichiatrici, Hardy divenne noto come “Camden Ripper”, il “mostro di Camden”, dopo la scoperta dei corpi delle sue vittime nel quartiere londinese di Camden.

Il caso esplose alla fine del 2002, ma il primo allarme era arrivato quasi un anno prima. Nel gennaio di quell’anno, la polizia trovò nel suo appartamento il corpo di Sally White, 38 anni. La morte venne inizialmente considerata naturale, una conclusione che avrebbe avuto conseguenze pesantissime: Hardy non fu incriminato per quell’episodio e tornò libero.

Uomo incappucciato nell'oscurità che fa il gesto del silenzio con l'indice.
Sagoma di un uomo con cappuccio nell’ombra che fa segno di tacere. – newsmondo.it

Anthony Hardy: la morte di Sally White e il segnale non compreso

Il corpo di Sally White fu scoperto il 20 gennaio 2002 nell’appartamento di Hardy, mentre gli agenti erano intervenuti per un’altra vicenda legata a danneggiamenti e comportamenti molesti. La scena era già sospetta: la donna era nuda, in una stanza chiusa, e Hardy negò di sapere che fosse lì.

Nonostante questi elementi, l’esame post mortem indicò una causa naturale legata a problemi cardiovascolari. Un’inchiesta successiva avrebbe messo in evidenza quanto quelle circostanze fossero disturbanti e quanto il caso avrebbe dovuto essere letto con maggiore cautela. Dopo un periodo in ospedale psichiatrico, Hardy venne dimesso nel novembre 2002.

Nel giro di poche settimane, uccise altre due donne: Elizabeth Valad, 29 anni, e Bridgette Maclennan, 34 anni. I loro resti furono trovati il 30 dicembre 2002 in sacchi abbandonati vicino al suo appartamento. Fu quella scoperta a far scattare la caccia all’uomo.

L’arresto, il processo e la condanna a vita

Hardy venne arrestato il 2 gennaio 2003. Al processo, nel novembre dello stesso anno, cambiò strategia e si dichiarò colpevole dell’omicidio di Sally White, Elizabeth Valad e Bridgette Maclennan. Il giudice gli inflisse tre ergastoli.

Nel 2010, l’Alta Corte stabilì che Hardy non avrebbe mai dovuto essere rilasciato, applicando un whole life order, cioè una pena a vita senza prospettiva di liberazione. Il caso rimase anche un simbolo di fallimenti investigativi e sanitari: non perché la malattia mentale spiegasse o giustificasse i delitti, ma perché più istituzioni avevano avuto segnali di rischio senza riuscire a impedire il ritorno alla violenza.

Anthony Hardy è morto in carcere nel 2020. Dietro il soprannome di “Camden Ripper” restano tre donne uccise, una sequenza di errori e una domanda dolorosa: se la morte di Sally White fosse stata interpretata subito come sospetta, Elizabeth Valad e Bridgette Maclennan avrebbero potuto essere salvate?

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ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2026 21:45

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