Il caso del delitto di Garlasco ha visto l’intervento dell’Intelligenza Artificiale: ecco cosa è stato scoperto e cosa può succedere.
Mentre continuano ad essere parecchie le notizie attorno alla vicenda del delitto di Garlasco e all’omicidio Chiara Poggi, ecco che Matteo Adjimi, ceo di Argo spa, azienda italiana leader nel settore della cybersicurezza, ha avuto modo di esprimersi a proposito dei sistemi utilizzati nelle indagini sul fatto di cronaca e anche sull’intervento dell’Intelligenza Artificiale.

Delitto di Garlasco: l’Intelligenza Artificiale tra indizi e nessuna prova
Come riportato anche da Il Giornale, il ceo di Argo spa, azienda italiana leader nel settore della cybersicurezza, Matteo Adjimi, ha commentato in che modo siano stati utilizzati software israeliani soprattutto per l’ispezione dei cellulari, oltre che l’Intelligenza Artificiale per l’analisi dei documenti, nell’ambito delle indagini sul delitto di Garlasco.
“Nel corso delle indagini legate a casi come quello di Garlasco al giorno d’oggi vengono utilizzati software israeliani soprattutto per l’ispezione dei cellulari, oltre che l’intelligenza artificiale per l’analisi dei documenti. Rispetto al passato, tutti questi nuovi strumenti tecnologici sono di grande aiuto per le forze dell’ordine. Per il caso Garlasco però credo sia già stato fatto tutto il possibile dal punto di vista investigativo e quindi che la verità sul/i colpevoli non verrà mai a galla“, ha detto.
Adjimi ha poi ipotizzato “che Sempio non verrà mai condannato perché non ci sono prove certe, così come immagino che non ci sarà la revisione del processo di condanna a Stasi”.
Indizi non prove: l’evoluzione delle indagini
Adjimi ha sottolineato, come riferito sempre da Il Giornale e altri media, come la strumentazione tecnologica moderna abbia “aiutato a trovare nuovi indizi, ma resteranno soltanto tali e non diventeranno nuove prove”. In generale secondo il ceo di Argo spa, “l’intelligenza artificiale può dare una grossa mano perché permette di analizzare in maniera profonda e in tempi brevissimi il materiale a disposizione delle forze dell’ordine”.
Nello specifico del caso dell’omicidio Chiara Poggi, “così è avvenuto per le indagini di Garlasco, ma è già stato fatto tutto il possibile”, ha detto Adjimi. “Credo che in futuro la polizia avrà un software AI allenato per fare le indagini al suo posto che dovranno essere controllate in un secondo momento dall’uomo. Quello che si ottiene dalle nuove tecnologie che hanno rivoluzionato le indagini e la criminologia forense è un’analisi più veloce degli elementi e un’oggettività che dovrà poi comunque essere controllata dalla mente umana”.