Un uomo è stato soffocato e fatto a pezzi. Ecco cosa è stato trovato nel cuscino utilizzato per il delitto.
Dopo la donna fatta a pezzi, un altro omicidio brutale ha riscontrato un altro sviluppo nel corso delle ultime ore. Infatti, come riporta Fanpage, un uomo è stato prima soffocato e poi fatto a pezzi. Il fatto in questione ha lasciato la comunità locale senza parole.
La vicenda in questione risale ormai a circa un anno fa, mentre la data del processo è stata fissata tra qualche settimana. Ci sono infatti due persone rinviate a giudizio. Nel frattempo, è stato eseguito anche l’esame del Dna sull’oggetto utilizzato per il delitto.

Uomo soffocato e fatto a pezzi: i dettagli
Stando a ciò che è emerso dalle analisi condotte dal Ris di Parma, il Dna trovato sul cuscino utilizzato per soffocare la vittima sembrerebbe appartenere in parte alla stessa vittima, e in parte alla sua compagna.
Non sono invece emersi dei profili genetici direttamente (o meno) attribuibili alla madre della vittima. La vicenda descrive tuttavia come ad ucciderlo sarebbero state la madre, Lorena Venier, e la compagna Mailyn Castro Monsalvo.
Il fatto in questione è accaduto a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. La difesa della madre Lorena, sembrerebbe sostenere come sarebbe stata soltanto la sua nuora a utilizzare il cuscino per il delitto.
Le prove sul cuscino
I legali della compagna della vittima, sostengono come il Dna della coppia sia compatibile con l’utilizzo quotidiano e abituale del cuscino. Ciò potrebbe perciò non costituire come prova dinamica dell’omicidio avvenuto.
La madre riferì agli investigatori come dopo un blister di farmaco narcotizzante (Silnox) sciolto in una limonata e la somministrazione di due iniezioni di insulina, la vittima era stato soffocata con un cuscino. Il processo fissato per il 20 luglio fornirà ulteriori dettagli sulla vicenda.