Di recente è stata fatta una scoperta sui prezzi delle bollette per quelli che si trovano all’interno del mercato libero.
Nonostante i bonus in vigore, i prezzi delle bollette continuano a restare proibitivi per numerose famiglie. Soprattutto in un periodo storico in cui la crisi energetica continua a proseguire il suo corso senza sosta.
Ciò ha aperto la porta ad alcune situazioni e ribaltamenti di fronte ai limiti del paradossale. Infatti, come evidenziato da Il Sole 24 Ore tramite una ricerca di Arera, è stato reso noto come i prezzi del mercato libero siano più alti del regime a maggior tutela.

Bollette, la situazione nel mercato libero
Al netto delle imposte, il prezzo dell’elettricità nel servizio di maggior tutela è di 25,2 c€/kWh. All’interno dei regimi in cui gli utenti non hanno ancora scelto un fornitore, i prezzi sono invece ancora più bassi. Si parla infatti di un costo che, al netto delle imposte, è pari a 22,8 c€/kWh.
Stando a quanto riportato da Arera, la causa di questa evidente difformità è dovuta ad una scelta di natura comportamentale da parte dei consumatori. E non ad una scelta tecnica, come verrebbe quasi spontaneo pensare.
Infatti, all’interno del mercato libero di piccola taglia la fiducia nei confronti del marchio supera di gran lunga il prezzo più basso. Ciò significa che la scelta più “affidabile” non necessariamente corrisponde al prezzo più conveniente.
Le scelte di acquisto risultano perciò svincolate dall’effettivo vantaggio che si può trarre da delle tariffe più accessibili economicamente.
La soluzione di Arera
Per i motivi scritti sopra, la soluzione proposta da Arera prevede la semplificazione della lettura di un confronto diretto tra le varie tariffe. Questo, in modo tale che il prezzo più basso continui ad avere una sua rilevanza.
Ad ogni modo, a partire dal prossimo 2027 i clienti ancora nel Servizio a Tutele Graduali dovranno passare al mercato libero.