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Antonella Falcidia: il caso del delitto di via Rosso di San Secondo
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Antonella Falcidia: il caso del delitto di via Rosso di San Secondo

Carabinieri

Il caso di Antonella Falcidia, docente universitaria uccisa a Catania il 4 dicembre 1993 con 23 coltellate: il marito Vincenzo Morici fu processato e assolto in via definitiva.

L’omicidio di Antonella Falcidia è uno dei grandi casi irrisolti della cronaca siciliana. La sera del 4 dicembre 1993, la docente universitaria venne uccisa nella casa in cui viveva con il marito, in via Rosso di San Secondo, a Catania. Fu colpita con 23 coltellate nel tinello dell’appartamento.

La vittima apparteneva a una famiglia nota della borghesia catanese ed era docente presso l’Istituto di Igiene dell’Università di Catania. Il marito, Vincenzo Morici, era un chirurgo stimato, poi primario all’ospedale di Taormina. Fin dall’inizio l’indagine guardò all’ambiente familiare, ma il fascicolo venne archiviato dopo anni senza una svolta definitiva.

Il caso fu riaperto nel 2007 e Morici venne arrestato con l’accusa di omicidio. Rimase in carcere 25 giorni, poi fu scarcerato per mancanza di indizi. Processato anni dopo, venne assolto in primo grado nel 2011 e in appello nel 2013. La procura generale non presentò ricorso in Cassazione: l’assoluzione divenne definitiva e l’assassino di Antonella Falcidia non è mai stato identificato.

donna con coltello omicidio furto
donna con coltello omicidio furto

Antonella Falcidia: la sera del delitto e la casa senza segni di scasso

La sera del 4 dicembre 1993, Antonella Falcidia si trovava nel suo appartamento. Secondo le ricostruzioni, l’ultimo contatto certo avvenne quando il figlio diciassettenne le citofonò prima di uscire. Poco dopo, qualcuno entrò in casa e la aggredì con un’arma da punta e taglio.

Il delitto apparve subito difficile da leggere. Non emersero segni evidenti di effrazione alla porta o alle finestre. La casa non raccontava una rapina qualunque: l’aggressione era concentrata sulla vittima, colpita più volte, con una violenza che indirizzò gli investigatori verso l’ipotesi di un omicidio maturato in un contesto personale o comunque vicino alla donna.

Tra gli elementi raccolti finirono anche tracce considerate ambigue: impronte, capelli, segni sul divano, dettagli che negli anni sarebbero stati riletti più volte. Il nome di Morici entrò presto nel fascicolo, anche per la situazione matrimoniale e per le ipotesi dell’accusa su una possibile gelosia. Ma la prima indagine non arrivò a un processo capace di chiudere il caso.

Per la cronaca catanese, il delitto Falcidia diventò quasi subito un mistero cittadino. Una donna stimata, un appartamento elegante, nessun colpevole immediato e una scena che lasciava più domande che certezze.

La riapertura, la scritta “ENZ” e la doppia assoluzione

La svolta arrivò molti anni dopo. Nel 2007, il fascicolo venne riaperto anche alla luce di nuove verifiche scientifiche e di elementi tornati al centro dell’attenzione dopo una trasmissione di Carlo Lucarelli. Gli accertamenti del Ris si concentrarono su una macchia di sangue sul divano: secondo l’accusa, l’immagine avrebbe fatto emergere le lettere “ENZ”, interpretate come possibile indicazione del nome del marito, Enzo Morici.

Quell’elemento portò all’arresto del chirurgo il 14 marzo 2007, a oltre tredici anni dal delitto. Il tribunale del riesame, però, dispose la scarcerazione dopo 25 giorni per mancanza di indizi, decisione poi confermata dalla Cassazione. Il procedimento andò comunque avanti e approdò al processo con rito abbreviato.

Nel 2011, il Gup di Catania assolse Vincenzo Morici “per non avere commesso il fatto”. Nel 2013, la Corte d’Appello confermò l’assoluzione. La procura generale non presentò ricorso per Cassazione e la decisione divenne definitiva: Morici non è l’assassino di Antonella Falcidia secondo la giustizia italiana.

Da quel momento il caso è rimasto senza un responsabile. La morte di Antonella Falcidia conserva ancora oggi il peso di un delitto irrisolto: una scena piena di tracce, una lunga battaglia processuale, un imputato assolto definitivamente e nessun altro nome portato a condanna.

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ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2026 20:51

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