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Edmund Kemper, la storia vera del serial killer di Santa Cruz
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Edmund Kemper: la vera storia del serial killer di Santa Cruz

Scena del crimine

La storia di Edmund Kemper, detto “Co-ed Killer”, condannato nel 1973 per otto omicidi commessi in California tra il 1972 e il 1973, dopo avere già ucciso i nonni a 15 anni.

Edmund Emil Kemper III è uno dei nomi più noti della cronaca criminale americana. Nato nel 1948, diventò tristemente famoso come “Co-ed Killer”, soprannome legato alle giovani studentesse che uccise nell’area di Santa Cruz, in California, tra il 1972 e il 1973.

La sua storia criminale era iniziata anni prima. Nel 1964, a soli 15 anni, uccise i nonni paterni, Maude Kemper ed Edmund Kemper Sr.. Dopo un periodo in un ospedale psichiatrico statale, venne rimesso in libertà. Negli anni successivi tornò a vivere in California, dove iniziò la serie di omicidi per cui sarebbe poi stato processato da adulto.

Nel 1973, Kemper fu dichiarato colpevole di otto omicidi di primo grado: sei giovani donne, la madre Clarnell Strandberg e l’amica di lei Sally Hallett. Venne condannato all’ergastolo e da allora è detenuto in California. Nel luglio 2024 gli è stata negata nuovamente la libertà condizionale.

Polizia rilievi prove scientifiche
Polizia rilievi prove scientifiche – newsmondo.it

Edmund Kemper: le studentesse scomparse e la paura a Santa Cruz

La serie degli omicidi iniziò nel maggio 1972. Le prime vittime furono Mary Anne Pesce e Anita Luchessa, due studentesse che stavano facendo l’autostop. Nei mesi successivi morirono anche Aiko Koo, Cynthia “Cindy” Schall, Rosalind Thorpe e Alice Liu. Erano ragazze molto giovani, legate al mondo scolastico e universitario, colpite in un periodo in cui l’autostop era ancora una pratica diffusa tra gli studenti californiani.

Kemper sfruttò proprio quel contesto. Si presentava come un uomo apparentemente tranquillo, capace di parlare con le vittime e di non destare subito sospetti. In alcuni casi caricò le ragazze in auto nei pressi di campus o aree frequentate da studenti. Il soprannome “Co-ed Killer” nacque da questa dinamica: le vittime non familiari erano in gran parte giovani donne inserite nell’ambiente scolastico o universitario.

Gli omicidi furono accompagnati da mutilazioni dei corpi e da occultamenti in diverse zone della contea. La polizia di Santa Cruz si trovò davanti a una sequenza difficile da collegare subito a un unico autore. Kemper, intanto, riuscì per mesi a non essere individuato, anche perché frequentava ambienti legati alle forze dell’ordine locali e non corrispondeva all’immagine immediata del sospetto ricercato.

La svolta arrivò solo dopo gli ultimi omicidi, quando la violenza si spostò dentro la sua stessa casa.

La madre, la confessione e l’ergastolo

Nell’aprile 1973, Kemper uccise la madre Clarnell Strandberg e poi Sally Hallett, amica della donna. Dopo quei delitti lasciò la California e raggiunse il Colorado. Da lì telefonò alla polizia e confessò gli omicidi, permettendo agli investigatori di chiudere la caccia al responsabile della serie.

Il processo si svolse nello stesso anno. La linea difensiva puntò sulla condizione mentale di Kemper, ma la giuria lo ritenne legalmente sano e colpevole. La condanna riguardò otto omicidi di primo grado, cioè quelli commessi tra il 1972 e il 1973. Per i due omicidi dei nonni, commessi quando era minorenne, Kemper era già stato internato anni prima.

La pena capitale non venne applicata perché in quel periodo in California era sospesa. Kemper ricevette quindi più condanne all’ergastolo e fu destinato al sistema penitenziario californiano. Il suo nome sarebbe poi entrato anche negli studi dell’FBI sui serial killer, per le interviste condotte in carcere da profiler e ricercatori federali.

A distanza di oltre cinquant’anni, Edmund Kemper resta detenuto. Nel 2024 la commissione per la libertà condizionale ha respinto ancora la richiesta, rinviando di sette anni la possibilità di un nuovo esame. Il caso Kemper rimane una delle storie criminali più gravi della California del Novecento: dieci vittime complessive, otto condanne da adulto e una scia di delitti che segnò in modo profondo la contea di Santa Cruz.

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ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2026 20:53

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