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Delitto di Garlasco: "Lesa dignità di Chiara Poggi", cosa è successo
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Delitto di Garlasco: “Lesa la dignità di Chiara Poggi”, cosa sta succedendo

Chiara Poggi morta il 13 agosto 2007

Ancora una novità in merito al caso del delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi. La svolta che riguarda la vittima e le sue immagini.

Mentre si cerca di fare chiarezza sulla “pistola fumante” che potrebbe cambiare il destino di Andrea Sempio indagato nel giallo del delitto di Garlasco e dell’omicidio Chiara Poggi, ecco che proprio la figura della vittima è tornata al centro dell’attenzione per una decisione molto importante arrivata in queste ore e che concerne anche alcune trasmissioni televisive.

indagini della scientifica sull'impronta di una scarpa

Delitto di Garlasco: la decisione del Garante

Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione complessiva di quasi 60mila euro a due programmi televisivi per la diffusione di immagini ritenute lesive della dignità di Chiara Poggi, la giovane uccisa nel delitto di Garlasco nel 2007. Il procedimento era stato avviato dopo il ricorso presentato dai genitori della ragazza, Giuseppe Poggi e Rita Preda, che avevano contestato la messa in onda di alcune sequenze relative al ritrovamento del corpo della figlia.

“Lesa la dignità di Chiara Poggi”

Secondo il provvedimento del Garante, le immagini trasmesse non potevano essere considerate necessarie ai fini del racconto giornalistico della vicenda e avrebbero violato i principi stabiliti dal codice deontologico dei giornalisti. Nel mirino dell’autorità sono finite in particolare le riprese dell’area in cui venne trovato il corpo di Chiara Poggi, con una particolare attenzione riservata al sangue e alla presenza del cadavere.

Per il Garante, quelle immagini hanno rappresentato un’esposizione non giustificata della vittima e dei suoi familiari, senza apportare elementi utili alla comprensione del caso giudiziario. La loro diffusione, si legge nel documento, avrebbe quindi comportato una “ingiusta lesione della dignità personale della vittima e della sua famiglia”, senza aggiungere informazioni rilevanti alla narrazione dei fatti.

L’autorità ha inoltre sottolineato che la pubblicazione di tali contenuti non offriva alcun contributo informativo aggiuntivo né permetteva agli spettatori di comprendere meglio gli aspetti dell’inchiesta. Le immagini, inoltre, non avrebbero avuto carattere di novità rispetto a quanto già ampiamente raccontato negli anni sul delitto di Garlasco.

Il Garante ha riconosciuto l’importanza del diritto di cronaca su una vicenda di forte interesse pubblico, ma ha ribadito che questo diritto deve rispettare determinati limiti. Non è stata ritenuta sufficiente nemmeno la motivazione secondo cui le immagini avrebbero permesso agli spettatori di valutare autonomamente elementi tecnici delle indagini, come una sorta di analisi forense.

Secondo l’autorità, infatti, questo approccio rischia di superare i confini dell’attività giornalistica, trasformando la diffusione di materiale particolarmente delicato in un’esposizione non necessaria della vittima. Il racconto di un fatto di cronaca, conclude il provvedimento, deve sempre trovare un equilibrio tra interesse pubblico e tutela della dignità delle persone coinvolte.

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ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2026 12:58

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