Le confessioni del colonnello Mario Giuliacci: dal sogno di fare il prete fino alla svolta in tv e la battuta sulle donne.
Impegnatissimo con le previsioni del tempo in questa estate di caldo critico, Mario Giuliacci è stato protagonista di una interessantissima intervista a Libero nella quale ha raccontato alcuni retroscena legati alla sua vita privata e professionale. Non sono mancate alcune sorprese, come il pensiero, in giovane età , di diventare prete.

Mario Giuliacci: dall’idea prete alle donne
A Libero, Giuliacci ha ammesso che in passato, quando ancora era giovane, aveva pensato di farsi prete. “Fino a un certo momento credo di sì…“, ha detto il colonnello. “Poi in terza liceo mi sono accorto che più di Dio mi piacevano le donne (ride ndr) però devo molto a quel percorso”, ha ammesso ancora l’esperto del meteo.
“Anche se poi, a fine liceo, quando io stavo per iscrivermi a Medicina a Perugia, mio padre mi convinse a iscrivermi a Fisica, dopo aver parlato con il preside di un liceo scientifico e mi iscrissi a Roma, alla Sapienza dove ho studiato con il professor Edoardo Amaldi, un allievo di Enrico Fermi”.
La vita professionale di Giuliacci ha avuto poi una svolta con gli studi: “Finché un mio amico mi convinse a seguire un corso di Fisica dell’atmosfera tenuto dal capo del servizio meteorologico dell’Aeronautica, mi appassionai all’argomento. Mi piaceva anche l’idea di stare in divisa, così ho fatto il concorso come ufficiale fisico, meteorologo, l’ho vinto e sono entrato in Aeronautica come fisico dell’atmosfera. Dopo un periodo da pendolare tra Roma e Milano mi affidarono dal 1983 al 1990 il centro meteorologico regionale della Lombardia, il più importante del nord Italia. Avevo 80 persone sotto che trattavo un po’ come figli…Tutto questo fino al 1990 quando ottenni i gradi di colonnello e sarei dovuto tornare a Roma ma rifiutai e iniziai a lavorare privatamente”.
La svolta in televisione grazie a Emilio Fede
In merito alla carriera in tv, invece, Giuliacci ha detto: “Quella è iniziata con Emilio Fede quando lavorava a Rete A. Gli fornivamo le previsioni dall’Osservatorio meteorologico di Brera Duomo che si trovava proprio su piazza Duomo ed era stato creato da un mio amico. Durò fino al 1994 quando poi fallì e io entrai in contatto con la Epson al quale già mandavo le previsioni che leggevano su Canale 5″.
Interessante anche l’aspetto legato al famoso gesto dell’inchino che lo ha reso ancora più famoso e simpatico al grande pubblico: “Quello voleva essere una sorta di inchino che veniva dalla mia tradizione umbra, francescana. Solo che non potendo fare un inchino in avanti mi inventai quel ‘buonasera’ sbilenco con un inchino laterale che mi fruttò un tapiro d’oro. Invece l’altro tic, quello della biro, su cui mi prese di nuovo in giro Antonio Ricci, lo inventai pensando proprio a Striscia la notizia…”, ha svelato il colonnello.