Il caso di Simon Levy, colpevole di stupri e femminicidi seriali commessi a Londra. Cosa ha fatto e come si comportava.
Simon Levy, 40 anni, originario di Tottenham, a Londra, è stato condannato all’ergastolo senza possibilità di rilascio anticipato dopo essere stato riconosciuto colpevole di due femminicidi e di una serie di stupri commessi nel 2025. L’uomo era riuscito a sottrarsi alla sorveglianza della Metropolitan Police, nonostante fosse inserito, in seguito ai suoi precedenti, tra le persone sottoposte a particolare controllo da parte delle forze dell’ordine.

Simon Levy: donne stuprate e uccise
In queste ore si è tornati a parlare di un caso di cronaca che ha scosso il Regno Unito con particolare focus su Londra. Simon Levy, 40 anni, originario di Tottenham, infatti, è stato condannato all’ergastolo dopo che le autorità lo hanno riconosciuto colpevole di due femminicidi e di una serie di stupri commessi nel 2025.
Il giudice Mark Lucraft ha evidenziato la particolare ferocia delle aggressioni, avvenute in zone isolate della periferia londinese. Le vittime dei due omicidi erano Carmenza Valencia-Trujillo, 53 anni, e Sheryl Wilkins, 39 anni. Entrambe, secondo quanto emerso, erano donne vulnerabili e avevano iniziato a prostituirsi a causa di problemi legati alla tossicodipendenza. Le due donne furono violentate e uccise rispettivamente nel marzo e nell’agosto del 2025.
Perché si parla del caso
Nel corso del procedimento, Levy è stato inoltre riconosciuto responsabile dello stupro e del tentativo di soffocamento ai danni di almeno una terza donna. I reati attribuiti all’uomo hanno quindi riguardato più vittime e si sono sviluppati nell’arco dello stesso anno. La vicenda ha nuovamente attirato l’attenzione sul sistema di sorveglianza della Metropolitan Police, riaprendo le discussioni sull’operato di Scotland Yard.
Al centro delle polemiche c’è soprattutto il fatto che Levy, pur figurando ufficialmente tra i soggetti sottoposti a controllo per i suoi precedenti, sia riuscito a sfuggire alla sorveglianza e a commettere nuovi reati. La sentenza stabilisce per lui una pena detentiva a vita, senza la possibilità di ottenere un rilascio anticipato, in relazione alla gravità dei crimini per i quali è stato dichiarato colpevole