Tremenda aggressione da parte di un branco di cani randagi ai danni di un uomo che è stato trascinato per strada e sbranato vivo.
Un uomo di 68 anni è morto in Illinois dopo essere stato attaccato da un branco di cani randagi. La vittima, identificata come James L. Gibson, lavorava nel settore immobiliare e, secondo quanto ricostruito, si trovava durante una pausa dal lavoro quando è avvenuta l’aggressione. Stava fumando una sigaretta quando almeno cinque cani gli si sono avventati contro.

Sbranato vivo in strada: i fatti
Gli animali lo avrebbero trascinato lungo la strada fino a un fosso, dove lo hanno aggredito provocandogli gravi ferite a diverse parti del corpo. L’uomo è rimasto ferito a braccia, gamba, addome e viso e, nonostante i soccorsi, è morto.
A raccontare quei drammatici momenti è stato Mike Tomlin, un residente della zona. L’uomo ha spiegato di aver prima sentito le urla della vittima e, subito dopo, i cani. “Ho sentito l’uomo urlare, e poi ho sentito i cani”, ha raccontato, spiegando che Gibson gridava nel tentativo di salvarsi. Solo in seguito Tomlin avrebbe capito che l’uomo era stato aggredito dal branco.
La polizia di Washington Park ha riferito all’emittente KMOV che, appena un paio d’ore prima dell’attacco mortale, era arrivata una segnalazione relativa alla presenza di un gruppo di cani randagi nella zona.
Il rischio per le strade
Nella stessa giornata anche Aretha Harper ha raccontato di essere stata seguita da un cane randagio mentre rientrava nella propria abitazione. L’animale l’avrebbe accompagnata fino al portone, tentando di aggredirla. Il marito della donna ha invece assistito all’attacco contro Gibson e ha chiesto aiuto urlando di chiamare il 911.
Quando gli agenti sono arrivati, hanno sparato a tre dei cani che avevano mostrato comportamenti aggressivi. Gli altri sono riusciti a scappare dirigendosi verso una vicina zona boschiva.
Tra i residenti cresce ora la paura. Fred Harris ha raccontato che molti vicini temono di uscire di casa. Anche lui evita di lasciare giocare fuori la nipotina di quattro anni e tiene sempre chiuso il cancello. “Si poteva evitare. Sono addolorato e disgustato, sarei potuto essere io”, ha detto.