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Michael Morton: 25 anni in carcere da innocente e la svolta DNA
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Il caso di Michael Morton: condannato per l’omicidio della moglie, passò quasi 25 anni in carcere da innocente

Scena del crimine

Michael Morton fu condannato nel 1987 per l’omicidio della moglie Christine. Dopo quasi 25 anni, il DNA dimostrò la sua innocenza e identificò il vero assassino.

Il 13 agosto 1986, Christine Morton, 31 anni, venne trovata uccisa nella camera da letto della propria abitazione vicino ad Austin, in Texas. Il marito Michael Morton era uscito per andare al lavoro nelle prime ore del mattino. Nonostante l’assenza di testimoni o prove fisiche che lo collegassero direttamente all’omicidio, gli investigatori concentrarono rapidamente i sospetti su di lui. Nel febbraio 1987 Morton venne riconosciuto colpevole e condannato all’ergastolo. Era innocente.

polizia sirene spiegate scena del crimine
polizia sirene spiegate scena del crimine

Michael Morton: le prove che la giuria non conobbe

L’accusa sostenne che Morton avesse ucciso Christine dopo che la moglie aveva respinto le sue avances sessuali la sera del suo compleanno. Ma esistevano informazioni che puntavano verso un intruso sconosciuto. Il figlio della coppia, Eric, di appena tre anni, aveva raccontato alla nonna che un “mostro” che non era suo padre aveva aggredito la madre mentre Michael non era in casa.

Vicini avevano inoltre segnalato un uomo sospetto con un furgone verde, mentre dopo l’omicidio risultarono movimenti riguardanti la carta di credito di Christine. Queste informazioni non furono consegnate alla difesa e parte di esse non venne fornita neppure al giudice che aveva ordinato alla procura di produrre i rapporti investigativi.

Morton continuò a proclamarsi innocente dal carcere. Nel 2005, con l’Innocence Project, chiese nuovi test del DNA. La battaglia durò anni, finché nel 2011 venne finalmente analizzata una bandana insanguinata trovata vicino alla casa. Sul reperto comparvero il DNA di Christine e quello di un uomo sconosciuto. Il profilo venne inserito nel database CODIS e produsse un nome: Mark Alan Norwood.

Libero dopo 24 anni e sette mesi

Il 4 ottobre 2011, Michael Morton uscì dal carcere dopo 24 anni e sette mesi. Il 19 dicembre le accuse furono definitivamente archiviate e Morton venne ufficialmente scagionato. L’indagine stabilì inoltre che materiale genetico riconducibile a Norwood era collegato all’omicidio di Debra Masters Baker, avvenuto nel 1988, quando Morton era già in prigione.

La giustizia arrivò infine anche per Christine. Il 27 marzo 2013, una giuria dichiarò Mark Norwood colpevole del suo omicidio e lo condannò all’ergastolo. Nel 2016 Norwood venne riconosciuto colpevole anche dell’omicidio di Debra Baker. Il DNA non aveva quindi soltanto liberato un innocente: aveva identificato un uomo poi condannato per due omicidi.

Il caso ebbe conseguenze eccezionali anche per il pubblico ministero originale, Ken Anderson. Un’inchiesta stabilì una base probabile per ritenere che avesse nascosto prove favorevoli alla difesa. Nel 2013 Anderson si dichiarò responsabile di criminal contempt, accettò una pena detentiva, lasciò l’incarico di giudice e rinunciò definitivamente alla licenza di avvocato. Fu un rarissimo caso di un ex procuratore incarcerato per una condotta che aveva contribuito a una condanna ingiusta.

Nello stesso anno il Texas approvò il Michael Morton Act, una legge che ampliò l’obbligo dei procuratori di mettere a disposizione della difesa rapporti, dichiarazioni e altre prove nei procedimenti penali. Il caso Morton diventò così qualcosa di più di un errore giudiziario individuale: contribuì a cambiare le regole della giustizia penale del Texas.

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ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2026 10:44

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