Il campione del tennis Jannik Sinner ha saltato gli Us Open e sui social ha scelto di parlare del momento personale che sta vivendo.
L’assenza dagli US Open non è facile da accettare per Jannik Sinner. A una settimana dall’annuncio del forfait, il numero uno del mondo è tornato a parlare attraverso i social, raccontando quanto gli pesi non poter essere a New York per l’ultimo Slam della stagione. Il campione italiano non ha nascosto la sua grande amarezza.

Sinner, i dolori e l’amarezza senza Us Open
“Saltare gli US Open quest’anno è dura. Non vedevo l’ora di tornare tra i tifosi, rivedere amici e compagni. Mi mancherà anche il tempo trascorso all’hotel e tutto il team che mi fa sempre sentire a casa”, ha scritto il tennista italiano. Un messaggio nel quale emerge soprattutto il dispiacere per aver dovuto rinunciare a un appuntamento particolarmente importante.
Sinner ha poi rivolto un pensiero al torneo e agli altri protagonisti della competizione: “New York ha un posto speciale nel mio cuore. In bocca al lupo a tutti i giocatori! A presto”. Nel frattempo, l’azzurro continua il percorso di recupero dopo l’infortunio al ginocchio che lo ha costretto a fermarsi.
Le condizioni fisiche del numero uno del tennis
Il problema fisico gli ha impedito di difendere la finale conquistata agli US Open nel 2025 e di andare a caccia del secondo Major del 2026, dopo il trionfo ottenuto a Wimbledon. Prima di rinunciare a New York, Sinner aveva già deciso di non partecipare ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, inizialmente indicati come appuntamenti di preparazione.
Dopo ulteriori controlli e alcune riflessioni, è arrivata anche la decisione di saltare lo Slam americano. Il recupero prosegue con nuovi appuntamenti al J Medical di Torino, struttura che il giocatore ha raggiunto diverse volte nell’ultimo mese e mezzo.
L’obiettivo indicato per il rientro è l’ATP 500 di Pechino. Il torneo potrebbe rappresentare il punto di partenza verso la parte conclusiva della stagione, con gli appuntamenti di Shanghai e Parigi, le ATP Finals e, eventualmente, anche la Coppa Davis.