Una vicenda di abusi sul nipotino da parte di un uomo è stata scoperta dopo la tragica confessione della piccola vittima.
Gli stupri sul nipote, filmati da una coppia, hanno generato sgomento nelle scorse settimane. Ora, un’altra storia altrettanto orribile è venuta a galla. I fatti si sono verificati in provincia di Palermo dove un bambino è stato soggetto di abusi da parte di un parente: un uomo di 40 anni. L’orco è stato scoperto solo per via del racconto del nipotino, fatto ad una maestra.

Abusi sul nipotino: scoperto orco di 40 anni
Un uomo di 40 anni è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Misilmeri, in provincia di Palermo, con l’accusa di violenza sessuale ai danni del nipotino, che al momento dei fatti aveva meno di dieci anni. Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi, precisamente venerdì 4 settembre, al termine delle indagini avviate dai militari dell’Arma.
Nei confronti dell’uomo è stata disposta la custodia cautelare agli arresti domiciliari, accompagnata dall’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari di Termini Imerese, su richiesta della Procura.
I dettagli del caso: il racconto e le indagini
L’inchiesta è partita dopo la denuncia presentata dalla dirigente dell’istituto scolastico frequentato dal minorenne. A far emergere la vicenda sarebbe stato infatti lo stesso bambino, che avrebbe raccontato a una sua maestra gli abusi che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe subito.
Le dichiarazioni riferite dall’alunno hanno quindi fatto scattare l’intervento della scuola e la successiva denuncia, dalla quale hanno preso avvio gli accertamenti dei carabinieri. Le indagini hanno portato quindi alla richiesta di una misura cautelare nei confronti del 40enne, accolta dal gip di Termini Imerese.
L’uomo, accusato di violenza sessuale nei confronti del nipote minorenne, si trova ora agli arresti domiciliari con il dispositivo elettronico previsto dal provvedimento. La misura cautelare è stata disposta nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura, sulla base degli elementi raccolti durante le indagini.
La vicenda è dunque emersa all’interno dell’ambiente scolastico, dopo che il bambino avrebbe trovato nella propria maestra un riferimento a cui confidare quanto accaduto. Da quel racconto è partita la segnalazione che ha consentito agli investigatori di avviare gli accertamenti e di ricostruire i fatti oggetto dell’indagine.