Si riaccende il caso Nessy Guerra con la lettera, che sa tanto di ricatto, dell’ex marito tra minacce e possibili risvolti.
Una nuova, incredibile, svolta nel caso Nessy Guerra, la cittadina italiana bloccata in Egitto con la figlia di 3 anni e sottoposta da mesi a minacce e intimidazioni dall’ex marito. L’uomo ha inviato una lettera che sa tanto di ricatto minacciando la donna di finire in carcere in caso di mancato matrimonio bis che metterebbe fine, a detta sua, anche alla vicenda legata alla figlia.

Nessy Guerra e la lettera dell’ex marito
“Propongo a Nessy Guerra di risposarci immediatamente e pubblicamente, e di vivere in pace per sempre felici e contenti”. È questa la proposta avanzata da Tamer Hamouda, ex marito della 26enne, in una lettera consegnata alla legale della donna, Agata Armanetti, e resa nota da La Repubblica e altri organi di stmapa. Ma alla proposta di riconciliazione segue un avvertimento netto. “Se invece Nessy non vuole riconciliarsi con me – scrive Hamouda -, confermando che preferisce distruggere la nostra famiglia, allora esigo che venga imprigionata nel rispetto delle sentenze già avvenute e mi riservo di avviare tutte le altre denunce per i reati di diffamazione che ho subito”.
Per Nessy Guerra si tratta di un nuovo affronto da parte dell’uomo con il quale non vuole più avere alcun rapporto. La vicenda è legata anche alla condanna in appello per adulterio emessa nei suoi confronti da un tribunale in Egitto. I due hanno una figlia di quattro anni, che vive attualmente con la madre. Nessy e la bambina risiedono nascoste in un’abitazione, piantonate dalle forze dell’ordine e impossibilitate a uscire di casa.
Hamouda, condannato in via definitiva per maltrattamenti nei confronti di un’altra donna a Genova e denunciato dal console onorario d’Italia a Hurgada per minacce, sabato ha dunque suggerito all’ex moglie di tornare insieme a lui per porre fine alla battaglia legale in corso. E nella lettera aggiunge: “Se la 26enne non dovesse accettare, chiedo che mia figlia venga immediatamente consegnata a mia madre”.
La replica della donna
La risposta di Nessy Guerra è stata immediata: “Non è una proposta ma una minaccia, un ricatto”. Anche la sua avvocata, Agata Armanetti, ha commentato la lettera definendola “una richiesta farneticante di una persona in chiara difficoltà mentale, che sui social sostiene di essere Gesù”.
Intanto, in Egitto, resta aperto anche il procedimento relativo all’affidamento della bambina. Hamouda ha presentato ricorso contro la decisione di primo grado che aveva disposto l’affidamento alla nonna materna, mentre lui continua a chiedere che la piccola venga affidata a sua madre. Un’udienza è prevista per il 7 ottobre, mentre entro la fine dell’anno dovrebbe essere fissata la data dell’udienza del ricorso in Cassazione.
Nel frattempo, Nessy resta costretta in quella che descrive come una vera e propria prigione. “Questa costrizione è pesante da vivere, psicologicamente questa storia mi sta facendo del male”, ha raccontato la 26enne.