Nel 1925 Victor Lustig si finse funzionario francese e convinse un commerciante che la Torre Eiffel sarebbe stata demolita e venduta come rottame. Anni dopo fu arrestato per contraffazione.
Victor Lustig fu uno dei più celebri truffatori del Novecento. Utilizzò decine di identità false e mise in atto raggiri in Europa e negli Stati Uniti, ma quello che lo rese leggendario avvenne a Parigi nel 1925, quando riuscì a convincere alcuni commercianti che il governo francese intendesse vendere la Torre Eiffel come rottame.

Victor Lustig: il falso funzionario che mise in vendita la Torre Eiffel
Lustig trasse ispirazione dalle discussioni sui costosi lavori di manutenzione della torre. Preparò carta intestata falsa del governo francese e, fingendosi un alto funzionario, convocò alcuni importanti commercianti di rottami all’Hôtel de Crillon.
Spiegò loro che la Torre Eiffel sarebbe stata demolita e che le circa 7.000 tonnellate di metallo sarebbero state vendute segretamente per evitare proteste pubbliche. Tra gli invitati scelse come vittima André Poisson, un commerciante desideroso di affermarsi nell’ambiente parigino.
Lustig fece inoltre capire a Poisson di aspettarsi una tangente, particolare che rese paradossalmente più credibile il suo ruolo di funzionario corrotto. Secondo la ricostruzione dello Smithsonian, ottenne complessivamente circa 70.000 dollari tra pagamento e tangente, quindi fuggì in Austria. Poisson, imbarazzato, non denunciò immediatamente la truffa.
Lustig tornò successivamente a Parigi e tentò di ripetere lo stesso raggiro, ma questa volta temette che la polizia fosse stata avvertita e lasciò il Paese. È quindi più preciso dire che vendette con successo la torre una volta e tentò una seconda volta, anche se divenne famoso come l’uomo che la “vendette due volte”.
Dalla contraffazione all’arresto e ad Alcatraz
Negli Stati Uniti Lustig continuò con numerose frodi, tra cui la celebre “Rumanian Box”, una macchina che sosteneva potesse duplicare banconote. Negli anni Trenta passò però alla vera contraffazione, collaborando alla produzione di banconote false di alta qualità.
Il 10 maggio 1935 venne arrestato a New York dal Secret Service. Una chiave trovata in suo possesso condusse a un deposito contenente circa 51.000 dollari falsi e le matrici utilizzate per stamparli.
Prima del processo riuscì persino a evadere dal centro di detenzione di Manhattan usando una corda realizzata con lenzuola, ma fu ricatturato a Pittsburgh il 28 settembre 1935. Ricevette complessivamente 20 anni di carcere: 15 per contraffazione e cinque per l’evasione. Fu detenuto ad Alcatraz e morì nel 1947 in un ospedale federale del Missouri dopo essersi ammalato di polmonite.