Cosa è successo tra un’allieva e un maestro di ballo. L’uomo è stato condannato dopo le rivelazioni della ragazza.
Un maestro di ballo di 71 anni, originario di Alghero, in Sardegna è stato condannato dal Tribunale di Sassari a 3 anni e 9 mesi di reclusione per avere abusato sessualmente di una sua allieva, che all’epoca dei fatti aveva 14 anni. Gli episodi contestati risalgono al periodo compreso tra il 2015 e il 2016.

Maestro di ballo e gli abusi su un’allieva
Il collegio giudicante, presieduto da Monia Adami e composto anche dalle giudici Valentina Nuvoli e Stefania Mosca Angelucci, come riportato da Fanpage, ha ritenuto attendibile il racconto della ragazza, accogliendo la ricostruzione sostenuta dalla pubblico ministero Maria Paola Asara. La Procura aveva chiesto una condanna a 10 anni di carcere. I giudici hanno riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche ed escluso la recidiva.
Alla parte civile è stata riconosciuta una provvisionale di 10mila euro, immediatamente esecutiva, mentre la quantificazione complessiva del risarcimento dei danni sarà definita in sede civile. Tra le pene accessorie figura anche l’interdizione perpetua dagli incarichi nelle scuole e nelle strutture frequentate prevalentemente da minori.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto ricostruito durante le indagini, la giovane sarebbe stata costretta ad avere rapporti sessuali con il maestro, che l’avrebbe anche minacciata affinché non raccontasse quanto accaduto. Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori c’era anche un messaggio inviato alla ragazza, all’epoca quattordicenne, con la frase: “Voglio fare l’amore con te”.
Una volta diventata maggiorenne, la giovane, assistita dall’avvocata Gavinuccia Arca, aveva deciso di presentare denuncia. Nel 2019 il maestro era stato arrestato e posto ai domiciliari con le accuse contestate dalla Procura di Sassari di atti sessuali con minore, violenza sessuale e minaccia.
L’uomo, difeso dagli avvocati Elias Vacca e Nicola Satta, ha sempre respinto le accuse. In Aula aveva dichiarato: “Non ho mai commesso atti e violenze sessuali nei confronti della ragazza”. I difensori hanno sottolineato che la sentenza, a loro giudizio, esclude la qualificazione del loro assistito come stupratore e hanno annunciato di voler sostenere nei successivi gradi di giudizio la tesi secondo cui il consenso della giovane sarebbe stato “pieno e consapevole”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.