L’aumento dei casi di morbillo in Italia ha riacceso l’emergenza su questa malattia. Il punto anche di Matteo Bassetti.
Il morbillo torna a preoccupare in Italia. A riaccendere l’attenzione è la nuova circolare del Ministero della Salute sull’andamento epidemiologico della malattia, accompagnata dall’allarme della Società italiana di Pediatria (Sip), che segnala un aumento dei casi osservati sul territorio e negli ospedali. Al centro del richiamo c’è soprattutto la necessità di completare i cicli vaccinali rimasti incompleti, con particolare attenzione anche ai giovani adulti non vaccinati.

Emergenza morbillo e vaccinazione
Il principale punto debole riguarda infatti la seconda dose del vaccino, prevista dal calendario a 5-6 anni. A livello nazionale la copertura si ferma all’84,45% e nessuna Regione o Provincia autonoma raggiunge la soglia del 95% indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Anche per la prima dose, inoltre, l’Italia resta complessivamente al di sotto del 95%.
I dati sui contagi sembrano riflettere questa situazione. Nei primi cinque mesi del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025 e sulla base delle segnalazioni al sistema Premal, l’incremento risulta particolarmente marcato in alcune Regioni. In Campania i casi notificati sono passati da 18 a 100, mentre in Calabria l’aumento è stato da 17 a 265. Il Lazio è passato da 47 a 54 casi, mentre la Toscana ha registrato 49 segnalazioni contro le 6 dello stesso periodo dell’anno precedente.
“Un malato può contagiare 17 persone”
La Sip richiama inoltre l’attenzione sull’elevatissima capacità di diffusione del virus: una persona affetta da morbillo può arrivare a contagiarne fino a 17. Proprio per questa caratteristica, secondo i pediatri non è sufficiente raggiungere percentuali di vaccinazione genericamente elevate.
L’obiettivo indicato è arrivare e mantenere una copertura di almeno il 95% con due dosi per ogni coorte di nascita. Da qui l’appello a rafforzare il recupero vaccinale e a completare le vaccinazioni ancora mancanti, così da ridurre il rischio di nuovi contagi e delle possibili conseguenze della malattia.
Sul tema, facendo riferimento alla situazione della Liguria, si è espresso anche Matteo Bassetti, direttore del Malattie infettive del San Martino di Genova. L’esperto ha sottolineato come il morbillo non sia una “malattia banale” e che occorre fare molta attenzione. Bassetti, come sempre, ha approfondito il tutto con un video sui social mettendo in evidenza la necessità di “alzare il livello dell’attenzione”