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Chiara Bariffi: la morte nel Lago di Como e il processo
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La morte di Chiara Bariffi, il mistero dell’auto sul fondo del Lago di Como

una macchina della polizia con i lampeggianti accesi di notte

Chiara Bariffi scomparve da Bellano nel 2002. Tre anni dopo fu ritrovata morta nella sua auto a 122 metri di profondità. Un uomo fu processato per omicidio, ma venne assolto.

La notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre 2002, la trentenne Chiara Bariffi, residente a Bellano, scomparve dopo aver trascorso la serata nella zona di Dervio, sul Lago di Como. Mancava anche la sua Daihatsu Terios color bordeaux. Per quasi tre anni non venne trovata alcuna traccia certa della giovane.

volante della polizia
volante della polizia – newsmondo.it

Chiara Bariffi: l’auto ritrovata a 122 metri di profondità

Nel settembre 2005, dopo che le ricerche erano state concentrate in una zona del lago indicata anche dalla sensitiva Maria Rosa Busi, venne individuata la vettura di Chiara. Si trovava a circa 100 metri dalla riva e 122 metri di profondità, davanti alla zona di Dervio. All’interno c’era il suo corpo.

L’autopsia indicò come causa della morte, con le cautele dovute alle condizioni del corpo rimasto per anni sott’acqua, l’annegamento. Gli esami rilevarono inoltre l’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti. Non venne però stabilito automaticamente che Chiara fosse stata assassinata: restavano da chiarire le circostanze nelle quali la sua automobile era finita nel lago.

Nel 2008 furono arrestati due suoi conoscenti, Sandro Vecchiarelli e Massimo Barilli, con l’accusa di omicidio volontario. Secondo la ricostruzione investigativa dell’epoca, Chiara avrebbe avuto un malore e l’auto sarebbe stata successivamente fatta precipitare nel lago mentre lei era ancora viva. Si trattava però di un’ipotesi dell’accusa, non di un fatto definitivamente accertato.

L’assoluzione e una morte rimasta senza spiegazione

Barilli venne successivamente prosciolto, mentre Vecchiarelli arrivò a processo davanti alla Corte d’Assise di Como. Durante il dibattimento vennero esaminate testimonianze secondo cui una vettura simile a quella di Chiara sarebbe stata vista sospesa a un mezzo nei pressi del punto dove fu poi recuperata. La solidità di quelle testimonianze fu però contestata.

Il 27 novembre 2009, Vecchiarelli venne assolto dall’accusa di omicidio volontario ai sensi dell’articolo 530, secondo comma, per insufficienza delle prove. Lo stesso pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione, sottolineando contraddizioni e lacune nelle testimonianze.

Per questo è più corretto parlare della morte misteriosa di Chiara Bariffi e non di un omicidio giudiziariamente accertato. Nessuno è stato condannato e non è mai stata stabilita definitivamente la dinamica con cui Chiara e la sua automobile finirono nel lago.

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ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2026 19:29

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