Le gravi accuse ad un giudice in merito a presunte molestie ai danni di una 18enne. La denuncia e le conseguenze in tribunale.
Una denuncia presentata da una ragazza di 18 anni ha portato alla sospensione cautelare di un giudice del tribunale di Cosenza, adottata dalla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. La giovane aveva raccontato ai carabinieri di essere stata avvicinata per strada da un uomo che le avrebbe rivolto frasi a sfondo sessuale e mostrato i genitali. Dopo l’episodio, era riuscita a fotografare l’automobile e la targa, permettendo agli investigatori di risalire al conducente.

“Mostrava i genitali ad una 18enne”: le accuse
Secondo la ricostruzione riportata dal Corriere della Sera e citata da altri organi di stampa, il magistrato avrebbe affiancato la ragazza nei pressi di un parcheggio mentre era alla guida. Dopo averle chiesto indicazioni per raggiungere il Duomo, le avrebbe rivolto un invito a sfondo sessuale. La 18enne sostiene inoltre che l’uomo si sarebbe abbassato i pantaloni, mostrandole i genitali. Un’accusa che il giudice respinge.
Il magistrato, ascoltato dal Csm e dalla Procura di Salerno, competente per le indagini sui magistrati calabresi, ha ammesso un comportamento che lui stesso ha definito inappropriato. Ha riferito di aver portato una mano all’altezza dei pantaloni e di aver rivolto alla giovane un invito inappropriato, ma nega di essersi esibito davanti a lei. Attraverso i suoi legali ha espresso rammarico, contestando però gli aspetti principali della ricostruzione disciplinare.
Le conseguenze per il giudice
La sospensione è stata richiesta dalla Procura generale della Cassazione e decisa dopo circa una settimana di valutazioni, a seguito della segnalazione arrivata entro 48 ore. Il provvedimento prevede la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio, lasciando al magistrato un quinto della retribuzione per le esigenze di sostentamento.
Prima della decisione, il giudice aveva chiesto e ottenuto il trasferimento dal settore penale a quello civile. La Procura generale ha comunque sostenuto la necessità della sospensione per tutelare il prestigio della magistratura. Secondo indiscrezioni, il magistrato potrebbe impugnare la misura davanti alle sezioni unite civili della Cassazione.
Parallelamente, la Procura di Salerno sta procedendo sul piano penale, ipotizzando i reati di molestie e atti osceni in luogo pubblico. Il procedimento disciplinare e quello penale restano distinti e, al momento, entrambi ancora aperti.