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Delitto del bitter: l’omicidio di Tranquillo Allevi e la condanna
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Il delitto del bitter, la bottiglia avvelenata che sconvolse l’Italia nel 1962

Polizia

Nel 1962 Tranquillo Allevi ricevette ad Arma di Taggia una bottiglia di bitter spedita per posta e morì avvelenato. Per il delitto fu condannato all’ergastolo Renzo Ferrari, amante della moglie della vittima.

Il 24 agosto 1962, ad Arma di Taggia, il cinquantenne Tranquillo “Tino” Allevi, commerciante di prodotti caseari, ricevette un insolito pacco proveniente da Milano. All’interno c’erano una bottiglia di bitter e una lettera che gli proponeva di assaggiare un presunto nuovo prodotto in vista di una possibile rappresentanza commerciale. Era una trappola.

volante della polizia
volante della polizia – newsmondo.it

Il bitter avvelenato arrivato per posta

La confezione appariva artigianale: la bottiglia non aveva l’aspetto normale di un prodotto commerciale ed era accompagnata da una lettera dattiloscritta. Allevi decise comunque di assaggiarne il contenuto insieme a Isacco Allegranza e Arnaldo Paini.

Il sapore risultò immediatamente estremamente amaro. I due uomini ne ingerirono quantità limitate e sopravvissero; Allevi, invece, fu colpito da violente convulsioni e morì poco dopo.

Sul veleno esiste una discordanza nelle fonti disponibili: numerose cronache, comprese quelle dell’epoca, indicano la stricnina; una scheda storico-documentaria del Catalogo generale dei Beni Culturali riporta invece che gli esami tossicologici avrebbero individuato E605, cioè parathion. Per questo non è prudente presentare oggi una delle due sostanze come dato completamente incontestato.

L’attenzione degli investigatori si concentrò presto su Renzo Ferrari, veterinario e vicesindaco di Barengo, nel Novarese. L’uomo aveva avuto una relazione con Renata Lualdi, moglie di Allevi.

La macchina da scrivere, il veleno e la condanna all’ergastolo

Fu proprio Renata a indicare agli investigatori Ferrari. Emersero poi elementi considerati importanti dall’accusa: la lettera accompagnatoria risultò compatibile con una Olivetti Lexikon 80 dello stesso tipo utilizzato nel municipio di Barengo e venne accertato che Ferrari aveva acquistato fiale di stricnina poco prima del delitto.

Ferrari venne arrestato nel settembre 1962. Il processo iniziò a Imperia nel 1964 e si concluse in primo grado con una condanna a 30 anni di carcere.

In appello, nel dicembre 1965, la pena venne trasformata nell’ergastolo. La Cassazione confermò definitivamente la condanna nel 1967.

Ferrari continuò tuttavia a proclamarsi innocente. Dopo circa 24 anni di detenzione, nel 1986 ricevette la grazia dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Morì due anni dopo.

Il “delitto del bitter” rimase uno dei casi di cronaca nera più discussi dell’Italia del boom economico, anche per il singolare metodo utilizzato: trasformare una falsa offerta commerciale recapitata per posta in un’arma mortale.

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ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2026 13:17

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