In corso i controlli dell’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda gli immobili e le irregolarità catastali. 20mila lettere in arrivo.
Il patrimonio immobiliare italiano è sempre più sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate. L’amministrazione sta intensificando le verifiche sugli immobili che potrebbero non essere correttamente registrati al Catasto, utilizzando il confronto tra banche dati, cartografia, immagini aeree e strumenti di intelligenza artificiale. Sono circa 20mila le lettere di compliance già spedite o prossime all’invio ai proprietari di fabbricati, o parti di essi, che potrebbero presentare anomalie catastali. L’operazione dovrebbe concludersi entro la fine del 2026.

Agenzia delle Entrate: i controlli sugli immobili
L’attività si inserisce nel progetto di mappatura del territorio nazionale, attraverso il quale l’amministrazione punta a confrontare la situazione effettiva degli immobili con le informazioni presenti negli archivi catastali e fiscali. L’obiettivo non riguarda soltanto i cosiddetti “immobili fantasma”, completamente assenti dalle registrazioni, ma anche eventuali modifiche realizzate senza un adeguato aggiornamento.
Tra le situazioni che possono finire sotto esame ci sono, per esempio, piani aggiuntivi, mansarde trasformate in abitazioni, ampliamenti, sopraelevazioni e pertinenze come box, garage o depositi che non risultano registrati.
Per individuare le possibili difformità, vengono messe a confronto la cartografia catastale e le ortofoto, cioè le immagini aeree del territorio. A questo lavoro si affiancano sistemi di intelligenza artificiale capaci di analizzare una grande quantità di dati e immagini per segnalare situazioni che potrebbero richiedere ulteriori accertamenti.
Segnalazioni, copertura territorio e multe
La segnalazione automatica, però, non equivale alla contestazione di un’irregolarità. Gli elementi individuati dall’intelligenza artificiale devono essere verificati dagli uffici competenti, che esaminano la documentazione disponibile per stabilire se esista realmente una difformità catastale.
Secondo quanto riportato nel Documento programmatico di finanza pubblica, la mappatura è stata completata in 95 province e avviata in altre quattro, raggiungendo circa il 96% del territorio italiano. La conclusione dell’attività è prevista entro la fine del 2026.
I controlli possono interessare anche immobili coinvolti in lavori e bonus edilizi. In caso di mancato aggiornamento catastale, le sanzioni previste vanno da 1.032 a 8.264 euro per unità immobiliare, oltre all’eventuale accatastamento d’ufficio. L’attribuzione di una nuova rendita può inoltre incidere su imposte come l’Imu e, nei casi previsti, l’Irpef.