La reazione della figlia di Mario Roggero alla grazia concessa da Mattarella al gioielliere Guido Gianni. Ecco cosa è emerso.
La grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Guido Gianni ha riacceso le speranze della famiglia di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante la fuga. A esprimere fiducia è stata Silvia Roggero, la figlia maggiore del commerciante piemontese, che in un’intervista telefonica a Repubblica ha accolto positivamente la decisione del Quirinale.

Mario Roggero: la reazione della figlia alla grazia a Guido Gianni
“Sono felice per Gianni. Perché non dovrei esserlo?”, ha fatto sapere a Repubblica la figlia di Mario Roggero, Silvia, riferendosi al gioielliere siciliano che ha ottenuto uno sconto di pena. Per la donna, il provvedimento potrebbe rappresentare un precedente favorevole anche per il padre: “Può essere un precedente positivo anche per mio papà, i due casi sono molto simili”. La figlia ha comunque riconosciuto una differenza importante: Gianni aveva già scontato una parte della condanna prima di ricevere la grazia.
La famiglia Roggero, ha sottolineato sempre Silvia, sta continuando a credere nelle istituzioni. “La nostra famiglia continua ad avere grande fiducia nello Stato e nel presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non l’abbiamo mai persa, anche nei momenti più difficili”, spiega. Una posizione coerente con quella espressa dalla donna già all’indomani della sparatoria del 28 aprile 2021, quando aveva difeso pubblicamente il padre, sostenendo che avesse protetto la madre e la sorella davanti a un’arma puntata contro di loro.
La fiducia per il padre
Le due vicende presentano elementi simili, ma anche differenze rilevanti. Gianni, condannato a 12 anni e 4 mesi per i fatti avvenuti nella sua gioielleria nel 2008, ha ottenuto la cancellazione di 3 anni e 2 mesi dopo oltre cinque anni trascorsi in carcere. Roggero, 72 anni, è invece entrato nel carcere di Bollate il 17 luglio, dopo che la condanna a 14 anni e 9 mesi è diventata definitiva. Al momento ha scontato 83 giorni di detenzione.
A distinguere i due casi c’è anche il percorso personale. Roggero non ha mai chiesto scusa ai familiari delle vittime. Soltanto nell’ultima udienza davanti al tribunale di sorveglianza di Milano ha riconosciuto la necessità di una riflessione critica, ammettendo che avrebbe potuto essere “meno impulsivo e più riflessivo perché tutte le vite hanno un valore”.
Intanto, la richiesta di grazia presentata dalla moglie Mariangela Sandrone prosegue il suo iter, mentre il gioielliere resta detenuto. Silvia non avrebbe ancora parlato con il padre dopo la notizia relativa a Gianni, ma si è detta comunque fiduciosa: “Speriamo che sia un buon segnale anche per noi”. E ha concluso: “Il clima è positivo”.