Ecco come recuperare fino a 1200 con il modello 730 e avere l’ex bonus Renzi in busta paga. Ancora pochi giorni per farlo.
Fino a 1.200 euro da recuperare attraverso la dichiarazione dei redditi. È quanto possono ottenere i lavoratori che hanno diritto al trattamento integrativo, conosciuto anche come ex bonus Renzi, ma che non lo hanno ricevuto oppure hanno incassato una cifra inferiore a quella spettante. Anche chi ha già presentato il modello 730/2026 può intervenire, a condizione di rispettare le scadenze previste e di avere i requisiti richiesti.
Per correggere una dichiarazione dalla quale emerge un maggiore credito o un minore debito, oppure che non modifica l’imposta, è possibile rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato e presentare il 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026. Il rimborso, tuttavia, non è automatico e non riguarda tutti i dipendenti: il diritto dipende dal reddito complessivo, dal periodo lavorato e dalle condizioni fiscali individuali.

Ex bonus renzi: fino a 1200 euro annui
L’agevolazione deriva dal bonus di 80 euro mensili introdotto nel 2014 e sostituito nel 2020 dal trattamento integrativo, che può arrivare a 1.200 euro annui. Per verificare quanto è stato riconosciuto, bisogna cercare la voce “trattamento integrativo” nei cedolini. Il pagamento viene normalmente effettuato dal datore di lavoro o dall’Inps, per le prestazioni ammesse, come la Naspi, ma l’importo definitivo viene verificato attraverso il conguaglio fiscale.
Il beneficio spetta ai titolari di redditi da lavoro dipendente e di alcune categorie assimilate, mentre sono esclusi i redditi da pensione. Per chi non supera i 15mila euro di reddito complessivo, è necessario che l’imposta lorda sui redditi interessati superi la detrazione da lavoro dipendente, diminuita di 75 euro rapportati al periodo lavorato. Tra 15mila e 28mila euro, invece, il trattamento dipende dal confronto tra l’imposta lorda e determinate detrazioni ammesse dalla normativa. In questa fascia, l’importo riconoscibile corrisponde alla differenza, fino a un massimo di 1.200 euro. Oltre i 28mila euro, il beneficio non spetta.
Calcolo del reddito e verifiche
Nel calcolo del reddito complessivo rientrano anche gli affitti assoggettati a cedolare secca, mentre è escluso il reddito dell’abitazione principale con le relative pertinenze. Tra le detrazioni rilevanti per la fascia intermedia figurano quelle per lavoro dipendente e familiari a carico, gli interessi su determinati prestiti e mutui stipulati entro il 2021 e alcune spese sanitarie ed edilizie sostenute entro il 31 dicembre dello stesso anno.
La verifica è particolarmente importante per chi ha cambiato azienda, possiede più Certificazioni uniche o percepisce altri redditi, perché il datore di lavoro potrebbe non disporre di tutte le informazioni necessarie. Per esempio, chi ha un reddito di 14mila euro, ha lavorato tutto l’anno e possiede i requisiti richiesti può avere diritto a 1.200 euro: se ne ha ricevuti 800, può recuperare i restanti 400. Con un reddito di 18mila euro, invece, il beneficio non è automatico e dipende dalle detrazioni ammesse.
Anche i redditi più bassi richiedono attenzione. Con 8mila euro interamente soggetti all’Irpef ordinaria e un anno intero di lavoro, l’imposta lorda è pari a 1.840 euro, inferiore ai 1.880 euro richiesti per la verifica nell’esempio considerato. In questo caso, il trattamento integrativo non spetta.
Rimborso e tempistiche
Per controllare la propria posizione occorre confrontare la Certificazione unica 2026, relativa ai redditi del 2025, con i cedolini e la dichiarazione già presentata, considerando insieme tutte le eventuali certificazioni. Se emerge un credito, si può procedere con il 730 integrativo entro il 26 ottobre. Se, invece, risulta un credito inferiore o un debito maggiore, bisogna utilizzare il modello Redditi correttivo entro il 2 novembre 2026. Successivamente resta possibile presentare il modello Redditi integrativo nei termini previsti.
Il rimborso viene erogato dal sostituto d’imposta oppure dall’Agenzia delle Entrate per chi ha presentato il 730 senza sostituto. Il controllo può anche rivelare che durante l’anno è stata riconosciuta una somma superiore a quella spettante, che dovrà essere restituita. Verificare per tempo importi e requisiti consente quindi di recuperare eventuali somme non ricevute e di individuare possibili conguagli a debito.