I dubbio sull’infortunio di Jannik Sinner e le voci che potrebbero delineare un quadro ben differente da quello noto.
Lo stop di Jannik Sinner potrebbe rappresentare un’occasione per affrontare anche altre questioni oltre al problema fisico. È questa l’ipotesi avanzata da Andy Roddick, ex tennista statunitense, intervenuto nel suo podcast Served with Andy Roddick per commentare la pausa del numero uno del tennis mondiale, costretto a rinunciare all’ultima parte della stagione a causa di un problema al ginocchio accusato dopo la finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev.

Sinner infortunato: i dubbi di Roddick
L’infortunio ha portato Sinner a fermarsi, mentre Zverev è destinato a superarlo in vetta al ranking Atp. Secondo Roddick, tuttavia, il periodo lontano dai campi potrebbe essere sfruttato dall’azzurro anche per occuparsi di altre questioni in vista del ritorno alle competizioni.
“La mia supposizione è che sta usando il periodo di pausa preso per il ginocchio per risolvere anche altri problemi”, ha dichiarato l’americano. Roddick ha poi approfondito il proprio ragionamento, chiedendosi se sia possibile approfittare dello stop per sistemare più aspetti contemporaneamente prima di ripartire nel 2027.
La spiegazione di Roddick
“Si possono prendere due piccioni con una fava prima di ripartire nel 2027? Anche se non ho informazioni specifiche al riguardo, se mi trovassi in quella situazione sarebbe un ragionamento logico”, ha spiegato. L’ex campione ha però precisato di non disporre di elementi concreti a sostegno della propria ipotesi, presentandola dunque come una valutazione personale e non come una notizia verificata.
Nel suo intervento, Roddick ha anche preso le difese di Sinner rispetto alle critiche rivolte al suo modo di comunicare e alle richieste di maggiore trasparenza sulle condizioni fisiche e sulle rinunce ai tornei. “Non ha mai parlato molto di sé, nemmeno durante la vicenda del doping dell’anno scorso. Se quello è il suo modo di agire e lo fa sentire a suo agio, va bene così”, ha affermato.
Per l’americano, inoltre, non è necessario che un giocatore giustifichi pubblicamente ogni forfait. Roddick ha infine sottolineato che confrontare la gestione delle informazioni sugli infortuni negli sport di squadra con quella delle discipline individuali non è corretto, perché si tratta di situazioni differenti.