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Luka Magnotta: l'omicidio di Jun Lin, la fuga e l'ergastolo
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Luka Magnotta, il killer che filmò un omicidio e diffuse il video online

Uomo di spalle che regge un'ascia.

La storia di Luka Magnotta, responsabile dell’omicidio dello studente Jun Lin nel 2012 a Montréal. Il video diffuso online, i resti spediti per posta, l’arresto a Berlino e la condanna all’ergastolo.

Nel maggio 2012, un brutale omicidio sconvolse il Canada e attirò l’attenzione dei media internazionali. Il responsabile era Luka Rocco Magnotta, un cittadino canadese che uccise e smembrò Jun Lin, uno studente cinese di 33 anni, all’interno di un appartamento di Montréal.

L’assassino non si limitò a occultare il corpo della vittima. Registrò le proprie azioni e diffuse un video su Internet, prima di spedire alcuni resti umani a sedi di partiti politici e istituti scolastici canadesi.

La vicenda diede origine a una caccia all’uomo internazionale che coinvolse le polizie di diversi Paesi e l’Interpol, fino all’arresto di Magnotta in Germania.

Uomo incappucciato nell'oscurità che fa il gesto del silenzio con l'indice.
Sagoma di un uomo con cappuccio nell’ombra che fa segno di tacere. – newsmondo.it

Luka Magnotta: l’omicidio di Jun Lin e i macabri pacchi spediti per posta

Nato il 24 luglio 1982 e originariamente chiamato Eric Clinton Kirk Newman, Magnotta aveva lavorato come modello e attore pornografico, cercando notorietà attraverso Internet e i social network.

Prima dell’omicidio, il suo nome era già stato associato ad alcuni video online che mostravano crudeltà sugli animali, suscitando l’attenzione di gruppi animalisti.

Nella notte tra il 24 e il 25 maggio 2012, Magnotta uccise Jun Lin, studente di informatica alla Concordia University, nel proprio appartamento di Montréal.

Il delitto venne registrato e alcune immagini furono successivamente pubblicate online. Il corpo della vittima venne smembrato e diversi resti furono spediti attraverso il servizio postale canadese.

Il 29 maggio 2012, un dipendente di un edificio residenziale scoprì un torso umano all’interno di una valigia abbandonata tra i rifiuti.

Nello stesso giorno, un pacco contenente un piede umano raggiunse la sede del Partito Conservatore del Canada, a Ottawa. Un’altra spedizione, destinata al Partito Liberale, venne intercettata dalle autorità postali.

Nei giorni successivi furono individuati ulteriori pacchi contenenti resti umani, indirizzati anche a due scuole di Vancouver.

Le indagini permisero di collegare i ritrovamenti a Jun Lin e di identificare rapidamente Magnotta come principale sospettato.

L’arresto a Berlino e la condanna all’ergastolo

Nel frattempo, Magnotta aveva già lasciato il Canada. Il 26 maggio 2012 era partito per la Francia, raggiungendo successivamente la Germania.

Il 31 maggio, l’Interpol diffuse una notifica internazionale di ricerca. Le autorità di diversi Paesi collaborarono per ricostruire gli spostamenti del fuggitivo.

La fuga terminò il 4 giugno 2012, quando Magnotta venne riconosciuto all’interno di un Internet café nel quartiere berlinese di Neukölln.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche, stava consultando notizie relative alla propria vicenda. Un dipendente del locale allertò la polizia, che lo arrestò senza incidenti.

Estradato in Canada, Magnotta affrontò un processo iniziato nel settembre 2014.

La difesa sostenne che, al momento dell’omicidio, l’imputato si trovasse in uno stato psicotico che lo rendeva non penalmente responsabile. L’accusa, invece, presentò prove a sostegno della premeditazione del delitto.

Il 23 dicembre 2014, dopo otto giorni di deliberazioni, la giuria lo dichiarò colpevole di tutti e cinque i capi d’imputazione, compreso l’omicidio di primo grado.

Magnotta venne condannato all’ergastolo, senza possibilità di richiedere la libertà condizionale prima di 25 anni. L’eventuale accesso alla libertà condizionale non comporterà automaticamente la scarcerazione.

Nel 2022, dopo aver trascorso diversi anni in un istituto di massima sicurezza, venne trasferito nel carcere di media sicurezza di La Macaza, in Québec. Il trasferimento fu confermato pubblicamente dalle autorità canadesi nel 2024 e suscitò numerose polemiche.

Il caso, raccontato anche nella docuserie Netflix Don’t F**k with Cats: Hunting an Internet Killer, rimane uno dei più conosciuti crimini canadesi dell’era digitale, segnato dalla diffusione online della violenza, dalla caccia internazionale al responsabile e dall’omicidio di un giovane studente che si era trasferito in Canada per costruire il proprio futuro.

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ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2026 22:13

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