Novità per Andrea Sempio nell’ambito delle indagini sul delitto di Garlasco: alcune dichiarazioni di una sua zia potrebbero essere decisive.
Nuove intercettazioni, approfondimenti sull’impronta della scarpa e testimonianze sul numero calzato da Andrea Sempio all’epoca del delitto di Garlasco. La difesa dell’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi è tornata a concentrarsi su questi elementi, con l’obiettivo di contestare la ricostruzione accusatoria e sostenere l’estraneità del proprio assistito ai fatti avvenuti a Garlasco il 13 agosto 2007.

Delitto di Garlasco: le mosse della difesa di Sempio
Secondo quanto riferito da La Provincia Pavese, lunedì mattina gli avvocati di Sempio hanno depositato in tribunale un’istanza per ottenere il reintegro di 81 intercettazioni telefoniche, tra soliloqui e conversazioni che i pubblici ministeri avrebbero escluso perché ritenuti non rilevanti ai fini dell’accusa. Secondo il legale Liborio Cataliotti, queste registrazioni potrebbero fornire elementi utili a chiarire il significato delle frasi pronunciate da Sempio in automobile mentre parlava dell’omicidio. “Consentiranno di confortare la nostra tesi difensiva”, ha spiegato l’avvocato, secondo cui quei monologhi sarebbero commenti a podcast o trasmissioni televisive.
La rivelazione della zia di Sempio
Un altro punto centrale riguarda l’impronta a pallini attribuita alla scarpa dell’assassino e rilevata nella villetta di via Pascoli. Per i consulenti della difesa, la traccia non sarebbe compatibile con il piede di Sempio, che avrebbe sempre portato il numero 44. Una valutazione che contrasta con l’ipotesi contenuta nella consulenza medico-legale della Procura, affidata alla patologa forense Cristina Cattaneo, secondo la quale la misura del piede potrebbe essere cambiata nel tempo.
A sostegno della propria ricostruzione, gli avvocati hanno raccolto anche due testimonianze. La prima è quella di una zia di Sempio, all’epoca agente della polizia penitenziaria nel carcere di Vigevano, che ha dichiarato sotto giuramento di avergli regalato degli anfibi neri, con suola carrarmato e stringati, di misura 44. “In quegli anni ho regalato ad Andrea degli anfibi. Frequentava la scuola superiore e gli piacevano quel tipo di scarpe che l’amministrazione di polizia penitenziaria ci passava gratuitamente. Erano misura 44, neri, con la suola a carro armato e stringati. Andrea aveva la pianta larga, ce l’ha sempre avuta, proprio come me”, avrebbe detto la donna.
La seconda testimonianza è quella dell’amico Mirko Crepaldi, che avrebbe riferito di ricordare l’acquisto, da parte di Sempio, di scarponcini della stessa misura.