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Yara Gambirasio: le anomalie sull'ergastolo a Massimo Bossetti
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Yara Gambirasio: le anomalie che hanno portato all’ergastolo di Bossetti

funerali Yara Gambirasio

La difesa di Massimo Bossetti ha trovato ancora una volta un muro in merito ad eventuali nuove analisi. Ecco le anomalie del caso Yara Gambirasio.

Torna davanti alla Corte di Cassazione la vicenda dei reperti relativi all’omicidio di Yara Gambirasio. Per la nona volta, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, difensori di Massimo Bossetti, chiedono un nuovo intervento sulla documentazione e sui campioni biologici ancora esistenti. Il muratore di Mapello sta scontando l’ergastolo per l’uccisione della tredicenne di Brembate di Sopra, condanna diventata definitiva e sulla quale poco tempo fa aveva detto la sua persino il figlio di Bossetti, Nicolas. Un tema di cui si è occupata anche la trasmissione Le Iene con la puntata andata in onda giovedì 22 ottobre 2026.

Massimo Bossetti
Massimo Bossetti – newsmondo.it

Yara Gambirasio: cosa chiedono gli avvocati di Bossetti

Come riportato da Il Giorno, con un ricorso di circa settanta pagine, i legali di Bossetti contestano l’ordinanza del 5 ottobre scorso con cui la Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta di nuovi accertamenti sui reperti. Secondo i giudici, le argomentazioni presentate dalla difesa non introducevano elementi nuovi e specifici, essendo già state affrontate nei precedenti processi. Le istanze erano state considerate esplorative e prive di una concreta utilità.

Una valutazione che, secondo Salvagni e Camporini, non avrebbe tenuto conto dei contenuti specifici della richiesta. Nel ricorso vengono richiamate le incongruenze temporali e documentali riguardanti la traccia 31G20, la presunta presenza di liquido seminale umano sul giubbino e sulla felpa di Yara, secondo il consulente della difesa Marzio Capra, le 54 provette contenenti materiale biologico attribuito a Ignoto 1 e un reperto pilifero non descritto nella documentazione medico-legale.

Al centro della contestazione c’è proprio la traccia 31G20, il sangue trovato sugli slip della ragazza dal quale è stato ricavato il profilo genetico di Ignoto 1, successivamente identificato con Bossetti. I difensori sostengono che gli accertamenti effettuati non dimostrerebbero la provenienza di quel profilo dalla traccia in questione. Segnalano inoltre una presunta incongruenza cronologica: un frammento degli indumenti sarebbe stato consumato durante l’esame, rendendo impossibile fotografarlo successivamente, come invece sarebbe accaduto.

La richiesta alla Cassazione è di annullare l’ordinanza e rinviare gli atti affinché venga svolta una nuova valutazione, verificando la documentazione cartacea, l’eventuale disponibilità del file digitale e l’utilità investigativa degli accertamenti.

Perché non riesaminare i reperti? Il servizio de Le Iene

Con l’obiettivo di fare chiarezza sul caso, anche la trasmissione di Italia Uno, Le Iene, si è occupata delle mosse degli avvocati di Massimo Bossetti che hanno ricevuto risposta negativa anche per quanto concerne eventuali nuove analisi sugli indumenti di Yara Gambirasio. Nonostante la difesa dell’uomo dubiti della provenienza del DNA che lo ha incastrato, i giudici hanno detto “no”.

Nel servizio de Le Iene a cura di Luigi Pelazza sono state raccolte le dichiarazioni dell’avvocato Claudio Salvagni che ha ripercorso una serie di incongruenze che, secondo la difesa, hanno portato alla condanna del suo assistito. Nella clip mostrata da Le Iene, diverse anomalie anche sul corpo della povera Yara oltre al grande giallo che riguarda il ritrovamento del suo cadavere con segni che non sarebbero riconducibili alla ricostruzione fatta dagli inquirenti. Dai dettagli emersi, infatti, l’impianto accusatorio ai danni di Bossetti, ad “oggi sembra scricchiolare“.

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ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2026 12:53

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